1 29/10/2026 8 min

Su Ubuntu 20.04 LTS Slack si installa senza complicazioni, ma il punto non è solo “farlo partire”: conta capire quale canale di distribuzione ti conviene in base a aggiornamenti, integrazione con il sistema e facilità di manutenzione. Le tre strade più usate sono il pacchetto .deb ufficiale, lo Snap e il Flatpak. Ognuna ha un profilo diverso: il .deb è la scelta più lineare per chi vuole un’app nativa nel sistema, lo Snap è comodo per chi preferisce installazioni rapide e aggiornamenti automatici, il Flatpak è utile se vuoi un approccio più isolato e coerente con altri software distribuiti nello stesso formato.

Prima di scegliere, conviene chiarire un dettaglio pratico: Slack su Linux non è una “versione speciale” con funzioni diverse in modo sostanziale, ma un client desktop che dipende molto da come viene impacchettato. Questo incide su notifiche, spazio su disco, tempi di avvio e frequenza degli aggiornamenti. Se gestisci più macchine o vuoi standardizzare la procedura in un team, la scelta del formato di installazione pesa quasi quanto l’app stessa.

1) Installare Slack su Ubuntu 20.04 con il pacchetto .deb ufficiale

È la via più tradizionale e, per molti ambienti, la più prevedibile. Scarichi il pacchetto dal sito di Slack, lo installi con gli strumenti standard di Ubuntu e ottieni un’app integrata nel sistema, con icona nel menu, aggiornamenti gestibili e comportamento coerente con il resto del desktop.

Quando sceglierla: se vuoi una soluzione semplice, compatibile con il flusso classico di amministrazione dei pacchetti Debian/Ubuntu e non hai bisogno di isolamento extra. È spesso la scelta migliore su postazioni aziendali dove il software viene installato e aggiornato in modo controllato.

Passaggi:

  1. Scarica il pacchetto ufficiale .deb dalla pagina di download di Slack.
  2. Apri il terminale nella cartella in cui hai salvato il file.
  3. Installa il pacchetto con dpkg o con un frontend grafico, se preferisci.
  4. Risolvi eventuali dipendenze mancanti con apt, se richiesto.
  5. Avvia Slack dal menu applicazioni e verifica che l’account si sincronizzi correttamente.

In terminale la sequenza tipica è questa:

cd ~/Scaricati
sudo apt install ./slack-desktop-*.deb

Su Ubuntu moderno il comando con apt install ./file.deb è preferibile a dpkg -i seguito da correzioni manuali, perché gestisce meglio le dipendenze. Se il file ha un nome preciso, sostituisci il glob con il nome reale del pacchetto.

Verifica: dopo l’installazione, Slack deve comparire nel launcher e il comando slack dovrebbe avviare l’app se il binario è nel PATH. Se non parte, controlla che il pacchetto sia installato con apt list --installed | grep slack.

Pro: integrazione buona, comportamento prevedibile, meno sovraccarico rispetto a Snap in alcuni casi. Contro: aggiornamenti non automatici se non li gestisci con la normale routine del sistema, e dipendenza dalla versione pubblicata da Slack al momento del download.

2) Installare Slack su Ubuntu 20.04 con Snap

Lo Snap è la soluzione più rapida se vuoi installare e aggiornare Slack senza preoccuparti troppo delle dipendenze. Ubuntu 20.04 include Snap di default, quindi spesso basta un solo comando. È una strada comoda soprattutto su macchine desktop gestite in modo standard, dove l’obiettivo è ridurre la manutenzione manuale.

Quando sceglierlo: se vuoi aggiornamenti automatici, installazione veloce e una gestione uniforme con altre app Snap. È utile anche quando vuoi evitare di scaricare manualmente pacchetti dal browser.

Passaggi:

  1. Apri il terminale.
  2. Installa Slack con Snap.
  3. Attendi il completamento dell’installazione e avvia l’app dal menu.
  4. Controlla che le notifiche desktop siano abilitate, perché con alcune configurazioni i permessi del pacchetto confinato possono influire sull’esperienza d’uso.

Il comando è diretto:

sudo snap install slack

Se vuoi verificare che il pacchetto sia presente e in quale revisione si trovi, puoi usare:

snap list slack

Verifica: Slack deve aprirsi senza errori e l’icona dovrebbe comparire nel menu di Ubuntu. Se l’app non si avvia, controlla lo stato dello snap con snap services non è di solito necessario per Slack, ma può aiutare a capire se il runtime di base è integro.

Pro: installazione molto rapida, aggiornamenti automatici, rimozione semplice. Contro: avvio talvolta più lento rispetto al .deb, consumo disco leggermente più alto e integrazione che in certi ambienti viene percepita come meno “nativa”.

3) Installare Slack su Ubuntu 20.04 con Flatpak

Flatpak è meno immediato per chi usa Ubuntu in modo basilare, ma ha senso se già gestisci altre app con questo formato o vuoi mantenere un ambiente più separato dal sistema base. In contesti desktop moderni è una soluzione solida, soprattutto se apprezzi un modello di distribuzione coerente tra software diversi.

Quando sceglierlo: se usi già Flatpak, vuoi isolare meglio l’applicazione o preferisci un repository centralizzato come Flathub per più software. Su Ubuntu 20.04 potrebbe richiedere un minimo di preparazione iniziale se Flatpak non è già presente.

Passaggi:

  1. Installa il supporto Flatpak se non è già presente sul sistema.
  2. Aggiungi il repository Flathub, se non lo hai già configurato.
  3. Installa Slack dal repository.
  4. Avvia l’app dal menu o dal launcher Flatpak.

Se Flatpak non è installato, il setup base è questo:

sudo apt update
sudo apt install flatpak

Per aggiungere Flathub:

flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

Per installare Slack:

flatpak install flathub com.slack.Slack

Per avviarlo:

flatpak run com.slack.Slack

Verifica: il pacchetto deve risultare installato con flatpak list | grep Slack e l’app deve aprirsi correttamente con il launcher grafico. Se non compare nel menu, spesso basta disconnettersi e riconnettersi alla sessione desktop.

Pro: isolamento migliore, gestione coerente con altri pacchetti Flatpak, repository centralizzato. Contro: richiede un passaggio in più rispetto al .deb e può risultare meno immediato per chi non usa già Flatpak.

Quale dei tre metodi conviene davvero

Se vuoi la soluzione più semplice da mantenere nel tempo su Ubuntu 20.04 LTS, il pacchetto .deb ufficiale resta la scelta più equilibrata. Ti dà una buona integrazione con il sistema e non introduce la logica del confinamento tipica degli snap. Se invece vuoi installare Slack in pochi secondi e lasciare che gli aggiornamenti arrivino da soli, Snap è la strada più comoda. Flatpak ha senso soprattutto se il tuo ambiente desktop è già impostato così o se vuoi tenere l’app separata dal sistema base.

In pratica, la scelta dipende da due fattori: quanto vuoi controllare il ciclo di aggiornamento e quanto ti importa dell’integrazione con il desktop. Su una macchina personale il .deb è spesso il compromesso migliore. Su un parco macchine più eterogeneo, Snap può semplificare la vita. Flatpak è più di nicchia, ma non per questo meno valido.

Rimozione pulita di Slack

Se vuoi cambiare metodo di installazione o disinstallare l’app, conviene farlo nel modo corretto per evitare residui inutili. Il comando dipende dal formato scelto.

Per il pacchetto .deb:

sudo apt remove slack-desktop
sudo apt autoremove

Per Snap:

sudo snap remove slack

Per Flatpak:

flatpak uninstall com.slack.Slack

Nota pratica: la disinstallazione rimuove l’app, non necessariamente i dati utente nella home. Se vuoi eliminare anche le impostazioni locali, devi intervenire con attenzione sulle directory del profilo utente, ma solo dopo aver verificato che non ti serva conservare workspace, preferenze o cache. Il percorso preciso può variare in base al formato e alla versione dell’app.

Problemi comuni dopo l’installazione

Il caso più frequente è l’avvio che sembra lento o una finestra che non compare subito. Con Snap questo può dipendere dal primo lancio, perché il runtime deve inizializzarsi. Con il pacchetto .deb, invece, i problemi più comuni riguardano dipendenze mancanti o conflitti con vecchie installazioni.

Se Slack non parte, il primo controllo utile è aprirlo da terminale per vedere eventuali messaggi d’errore. Con il .deb puoi provare a lanciare slack; con Flatpak, flatpak run com.slack.Slack; con Snap, in genere basta avviarlo dal menu, ma puoi anche verificare la presenza del pacchetto con snap list slack. Se il problema è grafico e non applicativo, controlla anche sessione Wayland/Xorg, driver video e notifiche desktop, perché a volte l’anomalia non è Slack ma il desktop environment.

Un altro punto da non trascurare è il browser predefinito: Slack può appoggiarsi al browser di sistema per autenticazione, link e flussi OAuth. Se il login fallisce o si interrompe in modo anomalo, verifica che il browser predefinito sia impostato correttamente in Impostazioni > Applicazioni predefinite.

Scelta consigliata in sintesi

Se vuoi una risposta netta: per la maggior parte degli utenti Ubuntu 20.04 LTS il pacchetto .deb ufficiale è la scelta più equilibrata. Snap è ottimo per semplicità e aggiornamenti automatici. Flatpak ha senso se il tuo ambiente lo usa già o se preferisci un modello di installazione più isolato. Non esiste un metodo “giusto” in assoluto: esiste quello più adatto al tuo modo di gestire il sistema.

Se devi installarlo su più postazioni, la vera differenza la fa la standardizzazione. Una volta scelto il formato, conviene usarlo sempre uguale, così eviti differenze inutili tra macchine, tempi di aggiornamento non allineati e comportamenti diversi in fase di assistenza.