Su Amazon Linux 2023 la strada più solida non è “copiare i comandi di una distro qualsiasi”, ma usare i repository e i pacchetti coerenti con la release. Docker funziona bene, ma conviene installarlo con ordine: prima verifico lo stato del sistema, poi abilito il repository giusto, installo il motore e infine controllo che il daemon parta davvero, senza affidarmi solo al fatto che il pacchetto sia presente.
Il punto che crea più confusione è questo: Amazon Linux 2023 non è Amazon Linux 2. Cambiano nome della release, disponibilità dei pacchetti e spesso anche le aspettative dell’operatore. Se su AL2 potevi seguire una procedura “classica” con qualche adattamento, su AL2023 conviene restare aderenti al modello del sistema: dnf, systemd, repository espliciti e verifica del servizio dopo l’installazione.
Prerequisiti e controllo del contesto
Prima di installare Docker, confermo tre cose: versione del sistema, architettura e accesso amministrativo. In ambienti cloud questo evita di scoprire troppo tardi che stai lavorando su un’istanza sbagliata o su un’immagine custom con repository disallineati.
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