1 30/10/2026 9 min

Su Ubuntu 20.04 LTS, FortiClient VPN non si installa come una normale applicazione “repo + apt” nella maggior parte degli scenari reali: bisogna partire dal pacchetto corretto, verificare dipendenze e, soprattutto, capire se serve il client ufficiale Fortinet oppure un profilo compatibile con VPN SSL/IPsec già supportato da Ubuntu. In pratica, la differenza la fa il tipo di accesso richiesto dall’azienda: se l’amministratore ti ha dato un gateway FortiGate con SSL-VPN, il percorso è uno; se invece ti serve solo un accesso IPsec standard, spesso conviene usare il client integrato di NetworkManager, più stabile e meno fragile agli aggiornamenti.

Qui sotto trovi una procedura completa, con il taglio giusto per Ubuntu 20.04 LTS: installazione del client FortiClient VPN quando disponibile, configurazione, controlli di funzionamento e alternative realistiche se il pacchetto non è adatto al tuo sistema. L’obiettivo è evitare i classici errori: pacchetto architettura sbagliata, dipendenze mancanti, conflitti con librerie, oppure una configurazione VPN formalmente valida ma inutilizzabile perché manca il plugin corretto lato desktop.

Prima di installare: verifica il tipo di VPN richiesto

FortiClient VPN viene usato principalmente in due scenari: SSL-VPN Fortinet e IPsec. Non sono equivalenti. Se l’azienda ha pubblicato un gateway FortiGate con accesso SSL, il client Fortinet è spesso la scelta più diretta. Se invece ti hanno fornito parametri IPsec standard, su Ubuntu potresti configurare tutto senza FortiClient, usando i componenti già presenti nel sistema.

Prima di scaricare qualsiasi pacchetto, raccogli questi dati dal reparto IT o dalla documentazione interna: indirizzo del gateway, tipo di tunnel, porta, eventuale MFA, certificato richiesto e nome del gruppo o del realm. Se manca uno di questi elementi, il problema non è l’installazione ma la configurazione incompleta. In quel caso conviene fermarsi subito e chiedere i parametri esatti, invece di provare combinazioni a caso.

Controlli iniziali su Ubuntu 20.04 LTS

Su una macchina desktop standard, conviene verificare versione, architettura e stato della rete prima di installare il client. Questo evita di inseguire errori che in realtà dipendono da un sistema non allineato al pacchetto disponibile.

Apri il terminale e controlla i dettagli base:

lsb_release -a
uname -m
ip a

Il risultato atteso è Ubuntu 20.04 LTS e un’architettura coerente con il pacchetto che scaricherai, in genere x86_64 su PC Intel/AMD. Se sei su ARM, fermati qui: molti pacchetti ufficiali Fortinet per desktop non sono pensati per ARM Linux e l’installazione può fallire o non essere supportata in modo affidabile.

Scaricare il pacchetto FortiClient VPN corretto

Fortinet distribuisce versioni diverse del client nel tempo e non tutte si comportano allo stesso modo su Ubuntu 20.04. Il punto pratico è semplice: devi usare il pacchetto Linux compatibile con la tua architettura e con la tua versione del sistema. Se stai seguendo una guida interna o una pagina Fortinet, leggi bene il nome del file: spesso il pacchetto è un .deb per distribuzioni Debian-based.

Se il download arriva come archivio compresso, estrailo prima di procedere. Se invece è già un pacchetto .deb, puoi passare direttamente all’installazione. Evita di installare pacchetti presi da fonti non affidabili: con software VPN il rischio non è solo di incompatibilità, ma anche di esposizione del traffico e delle credenziali.

Installazione del pacchetto .deb

Una volta ottenuto il file, installalo con gli strumenti standard di Ubuntu. In molti casi il comando più semplice è questo:

cd ~/Downloads
sudo apt install ./forticlient_vpn_*.deb

Se apt segnala dipendenze mancanti, puoi completare l’installazione con:

sudo apt -f install

Il comportamento atteso è la registrazione del pacchetto nel sistema senza errori di dipendenza. Se invece compaiono messaggi su librerie non trovate, leggi attentamente il nome della libreria: spesso il problema è una dipendenza grafica o di runtime non presente nel sistema. In quel caso non forzare l’installazione alla cieca; prima verifica se la versione del pacchetto è davvero adatta a Ubuntu 20.04.

Se preferisci lavorare a livello più esplicito, puoi usare anche dpkg:

sudo dpkg -i forticlient_vpn_*.deb
sudo apt -f install

Questo metodo è utile quando vuoi vedere subito il punto esatto in cui fallisce l’installazione. La controparte è che lascia più facilmente il sistema in uno stato parziale, quindi va sempre chiuso con la correzione delle dipendenze.

Avvio dell’applicazione e primo accesso

Dopo l’installazione, cerca FortiClient nel menu delle applicazioni. Su alcune build l’icona compare come “FortiClient VPN” o con un nome molto simile. Se non la vedi subito, fai logout e login: a volte il desktop non aggiorna il launcher in tempo reale.

Quando apri il client, il punto chiave è distinguere tra SSL-VPN e IPsec. Se l’azienda usa SSL-VPN, di solito inserirai un indirizzo gateway, una porta e le credenziali. Se usa IPsec, dovrai invece avere parametri più specifici: pre-shared key, gruppo, autenticazione, eventuale certificato e dettagli di cifratura.

Non improvvisare i valori di sicurezza. Se non conosci esattamente il metodo di autenticazione richiesto, chiedi all’amministratore. Un profilo VPN quasi corretto è peggio di un profilo vuoto: ti fa perdere tempo e può generare blocchi lato gateway dopo troppi tentativi errati.

Configurazione di una SSL-VPN Fortinet

Per una SSL-VPN, in genere ti servono pochi campi ma corretti. I nomi possono cambiare leggermente in base alla versione, ma la logica resta questa: nome profilo, indirizzo del server, porta, metodo di autenticazione e, se previsto, MFA o certificato client.

  1. Apri FortiClient VPN.
  2. Crea un nuovo profilo VPN.
  3. Seleziona il tipo SSL-VPN.
  4. Inserisci l’host o l’IP del gateway.
  5. Indica la porta fornita dall’amministratore, spesso 443 o una porta personalizzata.
  6. Compila username e metodo di autenticazione.
  7. Salva il profilo e prova la connessione.

Se la connessione fallisce subito, il primo sospetto non è il client ma il gateway o i parametri. Verifica se il server risponde davvero sulla porta attesa. Un controllo rapido, dal terminale, è questo:

nc -vz vpn.example.it 443

Se il test mostra “succeeded”, il trasporto TCP di base è raggiungibile. Se fallisce, il problema è a monte: DNS errato, porta chiusa, firewall intermedio o servizio non in ascolto. In quel caso cambiare impostazioni nel client non serve.

Configurazione di una VPN IPsec su Ubuntu

Se il tuo obiettivo è IPsec e non hai obblighi specifici di usare FortiClient, Ubuntu 20.04 spesso si gestisce meglio con NetworkManager e i plugin giusti. È una strada più pulita perché si integra con il sistema e con il desktop, evitando un client separato quando non è necessario.

In questo caso il percorso tipico passa da Impostazioni → Rete → VPN e dalla creazione di una nuova connessione. A seconda del desktop environment, potresti dover installare plugin come quelli per L2TP/IPsec o OpenVPN, ma non è detto che servano se la VPN è puramente Fortinet e il reparto IT richiede il client proprietario.

Il criterio pratico è semplice: se ti hanno dato istruzioni espressamente basate su FortiClient, segui quelle. Se invece ti hanno dato un endpoint IPsec standard senza dipendenze Fortinet, valuta seriamente la configurazione nativa di Ubuntu. Meno software installi, meno punti di rottura introduci.

Problemi tipici dopo l’installazione

Il primo problema frequente è il pacchetto incompatibile con la versione di Ubuntu o con la libreria grafica installata. Il secondo è la mancanza di dipendenze. Il terzo è un profilo VPN formalmente corretto ma non autorizzato lato server, per esempio perché mancano gruppo, token o certificato.

Se il client si apre ma non mostra il profilo o si chiude subito, conviene controllare i log utente dell’applicazione e i messaggi di sistema. Una verifica utile è osservare gli ultimi eventi del desktop e dell’utente:

journalctl --user -xe

Se l’errore parla di librerie mancanti, il problema è locale. Se invece vedi time-out di autenticazione o handshake fallito, molto probabilmente il nodo da correggere è il gateway o il profilo remoto.

Verifica della connessione e test post-login

Una VPN non è davvero “a posto” finché non hai verificato che il tunnel trasporti traffico utile. Dopo la connessione, controlla almeno tre cose: IP assegnato, raggiungibilità delle risorse interne e DNS aziendale se previsto.

Puoi fare un test rapido con:

ip a
ip route
ping -c 3 10.0.0.1

Il risultato atteso è la presenza dell’interfaccia o della rotta VPN, più la risposta da una risorsa interna che sai essere raggiungibile. Se il ping interno fallisce ma la VPN risulta connessa, il problema può essere nel routing, nelle ACL del firewall o nei DNS assegnati al client.

Se il problema riguarda solo la risoluzione dei nomi, prova a confrontare il comportamento con un indirizzo IP diretto. Se l’IP funziona e il nome no, la VPN è attiva ma la parte DNS non è configurata correttamente. In quel caso il fix va fatto lato profilo o lato server, non nel browser e nemmeno nel client grafico.

Quando FortiClient non è la scelta migliore

Ci sono casi in cui FortiClient su Ubuntu 20.04 è una soluzione accettabile ma non ottimale. Succede quando il client proprietario introduce dipendenze inutili, si rompe dopo gli aggiornamenti o non si integra bene con l’ambiente desktop. In una postazione stabile, soprattutto se serve solo accesso IPsec standard, il client nativo può essere più affidabile nel tempo.

Se gestisci più macchine, la valutazione cambia ancora: un client integrato e supportato dal sistema è più facile da documentare, replicare e mantenere. FortiClient resta utile quando il gateway Fortinet richiede funzionalità specifiche, oppure quando l’organizzazione ha standardizzato quel software e vuole uniformità operativa.

Disinstallazione pulita e rollback

Se l’installazione non funziona o il client crea conflitti, rimuoverlo è la strada più pulita. Prima di farlo, chiudi l’applicazione e verifica che non restino processi attivi. La rimozione del pacchetto dipende dal nome esatto installato, che puoi controllare con:

dpkg -l | grep -i forti

Poi rimuovi il pacchetto identificato. In molti casi il comando sarà simile a questo:

sudo apt remove forticlient

Se vuoi fare pulizia completa, puoi verificare eventuali file di configurazione rimasti nella home dell’utente o nelle cartelle applicative. Il rollback, in senso operativo, è semplice: reinstalli la versione precedente o passi al client nativo di Ubuntu, ma solo dopo aver documentato quale profilo VPN devi mantenere attivo e quali parametri servono davvero.

Checklist rapida prima di dare per chiusa l’installazione

  • Il pacchetto installato è compatibile con Ubuntu 20.04 e con l’architettura della macchina.
  • Il client si apre senza errori di libreria o crash immediati.
  • Il profilo VPN contiene host, porta e metodo di autenticazione corretti.
  • La connessione si stabilisce e assegna una rotta o un’interfaccia coerente.
  • Le risorse interne rispondono con IP e DNS, non solo con il nome dell’endpoint.

Assunzione operativa: il sistema è un desktop Ubuntu 20.04 LTS aggiornato, con accesso amministrativo locale e parametri VPN forniti dal reparto IT o dalla documentazione aziendale.