Su Ubuntu 22.04 LTS QCAD 2D si installa senza particolari complicazioni, ma conviene scegliere il pacchetto giusto e verificare prima due cose pratiche: architettura del sistema e origine del software. QCAD esiste in versione Community gratuita e in edizione Professional a pagamento; per disegno 2D base, la Community è quella da installare.
Il punto non è solo “far partire il programma”, ma farlo in modo pulito: niente pacchetti presi a caso, niente dipendenze mancanti e niente installazioni che poi si rompono al primo aggiornamento. Su una LTS conviene restare su un flusso semplice e reversibile.
Verificare architettura e sorgente del pacchetto
Prima di installare, controlla se il sistema è a 64 bit e prepara il percorso più lineare. QCAD per Linux viene distribuito spesso come archivio o pacchetto dedicato dal sito ufficiale; in alternativa, alcune distribuzioni lo offrono nei repository, ma la versione può essere meno aggiornata.
Per capire l’architettura del sistema:
dpkg --print-architectureSu una macchina standard moderna ti aspetti amd64. Se il risultato è diverso, devi verificare che il pacchetto QCAD scelto sia compatibile.
Se vuoi controllare il repository dei pacchetti disponibili, puoi fare una ricerca rapida:
apt-cache policy qcadSe il pacchetto non compare oppure la versione è vecchia, la strada più affidabile resta il download dal sito ufficiale del progetto.
Installazione tramite repository Ubuntu, se disponibile
Questa è la via più semplice, perché usa il sistema di gestione pacchetti di Ubuntu e lascia traccia chiara delle dipendenze. Se il repository locale contiene QCAD, installalo così:
sudo apt update
sudo apt install qcadDopo l’installazione, verifica che il binario sia presente e che il pacchetto risulti installato correttamente:
which qcad
apt list --installed | grep -i qcadSe which qcad restituisce un percorso come /usr/bin/qcad, l’eseguibile è raggiungibile dal sistema. Se invece non restituisce nulla, il pacchetto potrebbe installare un launcher diverso oppure non essere stato installato come previsto.
Installazione dal pacchetto ufficiale QCAD
In molti casi la scelta migliore è usare il pacchetto Linux fornito dal produttore. Il vantaggio è pratico: versione più aggiornata, meno dipendenza dal ciclo dei repository Ubuntu e comportamento più prevedibile rispetto a pacchetti terzi.
Il flusso tipico è questo: scarichi l’archivio dal sito ufficiale, lo estrai in una directory stabile e lanci l’eseguibile incluso. Per esempio, se hai scaricato un archivio nella cartella Download:
cd ~/Downloads
ls -lhIndividua il file scaricato, che di solito ha un nome riconoscibile, poi estrailo in una posizione ordinata. Una scelta comune è /opt, perché mantiene il software separato dai file di sistema e rende più semplice una rimozione manuale.
sudo mkdir -p /opt/qcad
sudo tar -xf qcad-*.tar.* -C /opt/qcad --strip-components=1Il nome esatto dell’archivio può cambiare in base alla versione pubblicata. Se il formato non è tar, usa il comando di estrazione adeguato al file scaricato. Il controllo preliminare del tipo di file evita errori banali:
file qcad-*Se il pacchetto è un archivio compresso, il comando file ti dice subito se stai lavorando su un tar.gz, tar.xz o altro formato. È un controllo semplice, ma evita di lanciare il comando sbagliato e perdere tempo.
Avvio dell’applicazione e test iniziale
Dopo l’installazione, prova ad avviare QCAD dal terminale la prima volta: è il modo migliore per vedere eventuali errori di librerie mancanti o problemi di permessi. Se hai installato in /opt/qcad, il binario può trovarsi in una sottocartella dedicata, ad esempio bin/qcad o simile, a seconda del pacchetto distribuito.
cd /opt/qcad
find . -maxdepth 2 -type f | grep -i qcadUna volta individuato l’eseguibile, avvialo. Se il programma parte e mostra la schermata iniziale, il grosso è fatto. Se invece compare un errore su librerie mancanti, il messaggio nel terminale è la prima fonte da leggere, non l’icona nel menu.
In molti ambienti grafici, dopo il primo avvio, QCAD compare anche nel menu applicazioni. Se non appare subito, non è necessariamente un problema: dipende da come è stato installato. In quel caso puoi creare un collegamento desktop o un file .desktop, ma solo se ti serve davvero un accesso rapido.
Creare un collegamento nel menu applicazioni
Se hai installato QCAD in /opt e vuoi integrarlo nel menu del desktop, puoi creare un launcher manuale. Questa operazione non modifica il programma: aggiunge solo un collegamento per l’utente. È un intervento reversibile e con blast radius minimo.
Per esempio, puoi creare un file in ~/.local/share/applications/qcad.desktop:
mkdir -p ~/.local/share/applications
nano ~/.local/share/applications/qcad.desktopContenuto esempio:
[Desktop Entry]
Type=Application
Name=QCAD
Exec=/opt/qcad/qcad
Icon=/opt/qcad/qcad.png
Categories=Graphics;Engineering;Le righe Exec e Icon devono puntare ai percorsi reali presenti nel pacchetto che hai scaricato. Se l’icona non esiste, QCAD può comunque partire: in quel caso il launcher funziona lo stesso, ma senza immagine personalizzata.
Dipendenze grafiche e problemi più comuni
Quando QCAD non si apre, i casi più frequenti sono sempre gli stessi: librerie mancanti, file eseguibile con permessi non corretti, oppure pacchetto non adatto alla versione del sistema. Su Ubuntu 22.04 non è raro che un software distribuito in modo generico richieda qualche libreria aggiuntiva, soprattutto se arriva come bundle indipendente.
Per capire subito se manca qualcosa, lancia il programma dal terminale e osserva l’output. Se il messaggio parla di shared libraries non trovate, hai già la diagnosi di partenza. Un controllo utile è anche questo:
ldd /opt/qcad/qcad | grep -i
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