Se l’obiettivo è far sembrare Ubuntu 20.04 più vicino a Windows 10, la strada giusta non è installare un “tema magico” e basta. Serve combinare ambiente grafico, estensioni GNOME, tema applicato correttamente e qualche scelta pratica su menu, dock e comportamento delle finestre. Il risultato può essere convincente, ma va tenuto presente un punto semplice: l’aspetto si replica, il comportamento no. Per questo conviene lavorare per livelli, partendo da ciò che cambia davvero l’esperienza d’uso e solo dopo rifinire i dettagli estetici.
Su Ubuntu 20.04 il desktop predefinito è GNOME Shell. È un’ottima base perché supporta bene estensioni e temi, ma per avvicinarlo a Windows 10 bisogna intervenire su tre elementi: barra applicazioni in basso, menu applicazioni più tradizionale, finestre e icone con un linguaggio visivo coerente. Se si salta uno di questi pezzi, l’effetto finale resta incompleto e spesso anche un po’ forzato.
1. Cosa conviene ottenere davvero
Prima di toccare il sistema, vale la pena chiarire l’obiettivo. Non stai installando Windows 10, stai costruendo un’interfaccia “familiar-friendly” per utenti abituati al layout classico: barra in basso, pulsante Start, elenco programmi accessibile, icone riconoscibili e finestre meno “GNOME pure”. Questo aiuta in ambienti ufficio, postazioni condivise, laboratori e migrazioni graduali da Windows. Non ha senso inseguire una copia pixel-perfect: su Linux finisci solo a complicarti update e manutenzione.
La parte più importante è scegliere un approccio reversibile. Ogni modifica che facciamo sotto è disattivabile senza reinstallare il sistema. Il criterio pratico è semplice: se un componente non piace, deve bastare spegnere un’estensione, cambiare tema o rimuovere un pacchetto. Evita tweak permanenti nel profilo utente se non sai già come tornare indietro.
2. Strumenti da usare: GNOME Tweaks, estensioni e tema
Per lavorare in modo pulito servono tre categorie di strumenti:
- GNOME Tweaks per applicare temi, icone e font.
- Estensioni GNOME per spostare la dock, aggiungere un menu Start e regolare il comportamento della shell.
- Un tema compatibile con GNOME 3.36 per avvicinare finestre, pulsanti e colori a Windows 10.
Su Ubuntu 20.04 hai già il necessario per una parte della configurazione, ma in genere conviene installare i pacchetti base e il supporto alle estensioni da browser o da repository. La via più semplice resta quella via terminale, perché ti permette di vedere subito cosa è stato installato e di verificare eventuali errori.
3. Installazione dei pacchetti base
Il primo passo è installare GNOME Tweaks e il supporto alle estensioni. Se vuoi anche un tema coerente, conviene preparare subito alcuni strumenti di download e decompressione.
Comandi utili:
sudo apt update
sudo apt install gnome-tweaks gnome-shell-extensions chrome-gnome-shell unzip git -y
Dopo l’installazione, verifica che GNOME Tweaks sia disponibile dal menu applicazioni. Se vuoi controllare via shell, puoi usare:
gnome-tweaks --version
Se il comando non viene trovato, significa che il pacchetto non è stato installato correttamente o che il sistema non ha aggiornato la cache dei pacchetti. In quel caso controlla l’output di apt e ripeti l’installazione. Non andare avanti finché non hai Tweaks operativo: senza quello il resto diventa più scomodo e meno verificabile.
4. Dock in basso e pulsante Start: l’effetto più immediato
La somiglianza con Windows 10 si percepisce subito quando la dock passa in basso e si comporta come una barra applicazioni. Su Ubuntu 20.04 puoi ottenere questo effetto usando l’estensione Dash to Dock oppure, in alcune installazioni, il comportamento integrato modificato da estensioni predefinite. La soluzione più pulita è Dash to Dock perché ti dà controllo su posizione, dimensione, auto-hide e icone.
Una configurazione sensata per imitare Windows 10 è:
- posizionare la dock in basso;
- disattivare l’auto-hide se vuoi un comportamento più tradizionale;
- impostare icone più piccole rispetto al default GNOME;
- lasciare visibili le applicazioni in esecuzione.
Se preferisci farlo con GUI, apri GNOME Tweaks e poi la sezione estensioni, oppure usa l’app Extensions se presente. In molti casi il percorso è più affidabile del “clicca e spera” sul browser, perché ti fa vedere subito quali estensioni sono attive.
Per un menu Start più simile a quello di Windows, la scelta classica è Arc Menu. Aggiunge un launcher in stile menu applicazioni tradizionale, con ricerca e accesso rapido ai programmi. Abbinato a Dash to Dock, l’effetto è quello giusto: barra in basso, pulsante menu a sinistra, app preferite e finestre aperte come riferimento visivo centrale.
Se vuoi un setup minimale, puoi anche usare il solo tasto Activities e una dock in basso, ma a livello di ergonomia per utenti Windows il menu classico è quasi sempre meglio.
5. Tema Windows 10: dove prenderlo e come applicarlo
Il passaggio che cambia di più la percezione è il tema. Per GNOME 3.36 funzionano bene diversi temi ispirati a Windows 10, ma la compatibilità va verificata: un tema vecchio può rendere male con versioni recenti di GNOME Shell o con GTK aggiornato. Per questo conviene usare un tema noto, mantenuto e già testato su Ubuntu 20.04.
La logica pratica è questa: scarichi il tema, lo estrai in una directory locale o in ~/.themes, poi lo selezioni da GNOME Tweaks. Lo stesso vale per le icone, che spesso fanno più differenza del tema finestra stesso. Se il tema è ben fatto ma le icone restano Ubuntu standard, il colpo d’occhio non regge.
Struttura tipica dei temi utente:
mkdir -p ~/.themes ~/.icons
Dopo aver scaricato il pacchetto del tema, estrailo nella cartella corretta. Esempio:
unzip Windows-10-theme.zip -d ~/.themes/
unzip Windows-10-icons.zip -d ~/.icons/
In GNOME Tweaks vai su Aspetto e seleziona:
- Applicazioni: tema Windows-like;
- Icone: set coerente con il tema;
- Shell: solo se il tema supporta GNOME Shell;
- Cursor: opzionale, se vuoi uniformare anche il puntatore.
Un errore comune è applicare il tema delle applicazioni ma non quello della shell. Risultato: finestre abbastanza credibili, ma top bar e menu ancora chiaramente GNOME. Se il tema shell non compare in Tweaks, quasi sempre manca il supporto dell’estensione o il tema non è stato installato nel percorso giusto.
6. Font, spaziature e dettagli che fanno la differenza
Una somiglianza credibile non dipende solo dal colore della finestra. Windows 10 ha proporzioni e font ben riconoscibili. Su Ubuntu puoi avvicinarti usando un font simile a Segoe UI, oppure un’alternativa libera che non stoni troppo. Non serve inseguire una copia identica: basta evitare font troppo “Linux-style” o troppo sottili.
Con GNOME Tweaks regola:
- font dell’interfaccia leggermente più piccolo se il tema tende a essere largo;
- hinting e anti-aliasing per rendere il testo più pulito;
- scaling solo se il display lo richiede davvero.
Un’altra modifica utile è la disposizione dei controlli delle finestre. Se vuoi un look più vicino a Windows, mantieni i pulsanti in alto a destra. Su GNOME di default la scelta è già abbastanza vicina, quindi qui spesso non serve toccare nulla. Più utile è invece ridurre l’effetto “mobile” di alcune animazioni e togliere elementi superflui dalla top bar.
7. Estensioni utili, ma senza esagerare
Le estensioni GNOME sono potenti, ma ogni estensione aggiunge un punto di manutenzione. Se ne installi troppe, al primo aggiornamento della shell rischi incongruenze grafiche o disattivazioni automatiche. Per un desktop stile Windows 10 bastano poche estensioni ben scelte:
- Dash to Dock per la barra in basso;
- Arc Menu per il menu Start;
- User Themes se vuoi applicare temi shell da Tweaks;
- Desktop Icons NG solo se ti servono icone sul desktop.
La regola pratica è: se una funzione è già disponibile nativamente o via una sola estensione stabile, non aggiungere altro. Ogni add-on in più aumenta il rischio di conflitti tra versioni. Questo vale soprattutto su Ubuntu 20.04, che oggi è una base abbastanza matura ma non più “nuova” nel panorama GNOME.
8. Passaggio operativo consigliato, in ordine
Se vuoi fare il lavoro in modo pulito, usa questa sequenza:
- installa
gnome-tweakse il supporto alle estensioni; - attiva Dash to Dock e sposta la dock in basso;
- attiva Arc Menu o un launcher equivalente;
- scarica e installa tema e icone in
~/.themese~/.icons; - applica il tema da Tweaks;
- riavvia la shell se necessario, oppure fai logout/login;
- rifinisci font e animazioni solo alla fine.
Se usi una sessione Wayland, alcune estensioni e modifiche possono richiedere un riavvio completo della sessione. Su Ubuntu 20.04 capita ancora di vedere differenze tra una sessione e l’altra, quindi non dare per scontato che tutto si applichi immediatamente. Quando un elemento non cambia, la verifica più semplice è controllare se l’estensione è attiva e se il tema è nel percorso giusto.
9. Verifiche e rollback rapido
Ogni modifica estetica deve poter essere annullata in pochi secondi. Il rollback migliore è quasi sempre disattivare l’estensione o tornare al tema predefinito. Non servono operazioni invasive.
Controlli utili:
gnome-extensions list
Qui devi vedere le estensioni installate e il loro stato. Se vuoi un controllo più pratico, apri Extensions e verifica che Dash to Dock e Arc Menu siano attivi. Se il desktop si comporta in modo anomalo, disattiva prima una sola estensione e controlla l’effetto; non spegnere tutto insieme, altrimenti non capisci quale componente stava creando il problema.
Per tornare indietro in modo sicuro:
- disattiva le estensioni una alla volta;
- da Tweaks, rimetti Yaru o il tema originale come applicazioni e icone;
- rimuovi solo alla fine i file da
~/.themese~/.iconsse non ti servono più; - se hai cambiato impostazioni shell persistenti, verifica i profili utente prima di cancellare qualcosa.
Se il desktop resta instabile dopo la disattivazione delle estensioni, il problema non è il tema Windows 10 in sé ma un conflitto tra estensioni o una shell non allineata. In quel caso il controllo minimo è riaprire la sessione e verificare i log utente con journalctl --user -b, cercando errori di GNOME Shell o crash di estensioni.
10. Limiti pratici e scelta sensata in produzione
Se stai preparando una postazione aziendale o un desktop condiviso, mantieni il numero di personalizzazioni basso. Il look Windows 10 serve a ridurre frizione per l’utente, non a trasformare Ubuntu in un clone fragile. In ambienti gestiti, la scelta migliore è spesso: dock in basso, menu applicazioni classico, tema sobrio, icone familiari e niente effetti superflui. È abbastanza per l’adozione, senza introdurre manutenzione inutile.
Se invece vuoi un desktop più fedele all’estetica Microsoft, puoi spingerti oltre con wallpaper, cursori e layout delle finestre, ma il guadagno reale cala in fretta. A quel punto stai lavorando più sull’imitazione che sull’usabilità. Per la maggior parte dei casi, un desktop pulito, coerente e reversibile è la soluzione migliore.
In sintesi: su Ubuntu 20.04 il modo più efficace per ottenere un desktop in stile Windows 10 è combinare GNOME Tweaks, una dock in basso, un menu Start via estensione e un tema coerente. Se tieni il setup essenziale, ottieni un risultato credibile e soprattutto facile da mantenere. Se invece accumuli estensioni e tweak scollegati, il desktop si allontana sia da Windows sia da una configurazione sana.
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