1 26/10/2026 7 min

Se il menu Start di Windows 10 ti mostra troppo spesso le app usate di frequente, il punto non è “nasconderle” una per una: la leva vera è cambiare come Start costruisce l’elenco, quali elementi mostra e quanto spazio lascia alla cronologia delle app più aperte. In pratica, puoi pulire il menu senza stravolgere il sistema e senza toccare impostazioni rischiose.

Qui la distinzione importante è questa: Windows 10 non offre un pulsante unico per cancellare solo le “app più usate” dal menu Start mantenendo intatto tutto il resto. Quello che puoi fare è agire su tre livelli: disattivare l’elenco delle app usate di frequente, rimuovere le singole app fissate in Start e ridurre i suggerimenti e gli elementi promossi da Microsoft. Il risultato, nella pratica, è un menu molto più pulito e meno invadente.

Disattivare le app usate di frequente nel menu Start

È la strada più diretta se vuoi che Start smetta di evidenziare ciò che apri spesso. Su Windows 10 il comportamento dipende dalle impostazioni di privacy e personalizzazione, quindi basta intervenire dal pannello giusto.

Vai in Impostazioni > Personalizzazione > Start. Qui trovi l’opzione per mostrare le app usate più di frequente. Spegnendola, Windows interrompe la visualizzazione dinamica di quell’elenco nel menu Start.

Il vantaggio è immediato: il menu perde una delle sue sezioni più “vive” e diventa meno affollato. Il rovescio della medaglia è che non stai nascondendo una singola app, ma l’intero meccanismo che la mette in evidenza. Se ti serve solo togliere un programma specifico, conviene prima fissare o sfilare altre voci dal menu.

Se l’interruttore non compare come ti aspetti, la causa più probabile è una policy aziendale o una configurazione gestita da criteri di gruppo. In quel caso la verifica rapida è aprire gpedit.msc e controllare se ci sono criteri su Start o sul layout del menu applicati dall’amministratore. Se il PC non è gestito, invece, il problema è quasi sempre un profilo utente con impostazioni corrotte o un aggiornamento che non ha applicato subito la modifica.

Rimuovere le app fissate senza toccare il programma installato

Molti confondono le app usate di frequente con le app fissate. Sono cose diverse: una app fissata resta nel riquadro di Start perché l’hai aggiunta tu, mentre l’elenco delle più usate viene costruito da Windows in automatico. Se l’obiettivo è “non voglio vederla lì”, spesso basta rimuovere il collegamento fissato.

Per farlo, apri Start, individua l’app, fai clic destro e scegli Rimuovi da Start. Il programma resta installato e disponibile nel sistema, semplicemente non occupa più spazio nel pannello principale. È la soluzione più pulita quando vuoi tenere il software ma non vuoi che domini il menu.

Se la voce compare in una cartella di gruppo, puoi anche trascinarla fuori dal gruppo o ridurre il numero di riquadri. In genere è qui che si guadagna più spazio visivo: meno tile, meno distrazioni, accesso più rapido a ciò che davvero usi ogni giorno.

Un dettaglio utile: rimuovere una tile fissata non azzera la presenza del programma nel sistema e non altera documenti, impostazioni o associazioni dei file. È un intervento reversibile al 100%: se cambi idea, apri l’elenco app, fai clic destro e scegli Aggiungi a Start.

Ridurre suggerimenti, elementi recenti e contenuti promossi

Se il menu Start ti sembra ancora troppo pieno, il problema spesso non sono solo le app ma tutto ciò che Windows promuove accanto a loro: suggerimenti, elementi recenti, app installate di recente e contenuti consigliati. Anche questi finiscono per dare la sensazione di un menu “occupato”.

Nella stessa sezione Impostazioni > Personalizzazione > Start puoi disattivare le opzioni che mostrano suggerimenti e contenuti occasionali. Il risultato è un menu più sobrio, con meno rumore visivo e meno elementi che spostano l’attenzione dalle app che ti servono davvero.

Questa parte è importante perché, in molti casi, l’utente percepisce come “app usate di frequente” quello che in realtà è un mix di elementi diversi: app recenti, suggerimenti di installazione, riquadri promossi e collegamenti automatici. Se pulisci solo un livello, il menu sembra ancora caotico. Se li riduci insieme, il cambiamento è molto più netto.

Quando conviene usare il menu Start in modalità più essenziale

Non sempre la soluzione migliore è nascondere tutto. Se usi Windows 10 in ambito lavorativo, Start può rimanere utile anche con poche app fissate, purché siano davvero quelle operative. Un menu troppo vuoto non è necessariamente più efficiente; a volte basta un layout ridotto e coerente, con un paio di gruppi ben organizzati.

Un approccio pratico è questo: tieni fissate solo le applicazioni che apri ogni giorno, disattiva le app più usate se ti confondono, e lascia attive soltanto le funzioni di ricerca e accesso rapido. Così Start diventa una superficie di lancio, non una vetrina di cronologia.

Chi lavora con più strumenti spesso scopre che il vero guadagno non è “nascondere tutto”, ma ridurre il numero di decisioni ogni volta che si apre il menu. Meno voci uguali a meno errori, soprattutto su postazioni condivise o su PC usati da persone con abitudini diverse.

Se vuoi intervenire in modo più profondo

In alcuni casi il menu Start viene gestito anche da criteri di sistema, account aziendali o configurazioni importate da un’immagine standard. Se dopo aver cambiato le impostazioni il comportamento non cambia, il punto non è Start in sé ma la policy che lo controlla.

La verifica più semplice è controllare se il PC è collegato a un dominio, a un account scuola/azienda o a una gestione centralizzata. Se sì, le opzioni locali possono essere limitate o sovrascritte. In quel caso la correzione va fatta a monte, cioè nel criterio che impone il layout del menu o l’elenco delle app consentite.

Su una macchina personale, invece, se i toggle non restano salvati, conviene controllare che il profilo utente non abbia problemi. Un segnale tipico è quando Start conserva alcune preferenze ma ignora proprio quelle legate alla visualizzazione delle app. In casi simili, un nuovo profilo di test chiarisce in pochi minuti se il difetto è nel profilo o nel sistema.

La soluzione più pratica, in ordine di efficacia

Se l’obiettivo è alleggerire Start senza perdere funzionalità, l’ordine migliore è questo: prima disattiva le app usate di frequente, poi elimina le app fissate che non ti servono, infine spegni suggerimenti e contenuti promossi. È una sequenza semplice, reversibile e adatta quasi sempre a una postazione normale.

La cosa da evitare è fare modifiche casuali a più livelli insieme, perché poi diventa difficile capire quale intervento ha davvero cambiato il comportamento. Meglio un passaggio alla volta, con verifica immediata del risultato sul menu Start.

Se vuoi un criterio pratico, considera questo: quando apri Start dovresti vedere subito le app che ti servono davvero, non una cronologia di abitudini. Se l’elenco resta troppo affollato, non hai ancora ripulito abbastanza. Se invece trovi solo il necessario, hai centrato il punto senza toccare il resto del sistema.

Controllo finale e ritorno indietro

Dopo ogni modifica, apri Start e verifica tre cose: le app usate di frequente non compaiono più, le tile inutili sono state rimosse, i suggerimenti non occupano spazio visivo. Se uno di questi elementi resta presente, torna nella stessa sezione di impostazioni e controlla che il toggle sia effettivamente disattivato.

Il rollback è semplice: riattiva le opzioni che hai spento e, per le app fissate, usa di nuovo Aggiungi a Start. Non ci sono effetti collaterali sui dati personali o sulle applicazioni installate, perché stai agendo solo sulla presentazione del menu, non sul contenuto del sistema.

In sintesi, su Windows 10 non si “nascondono” le app più usate con un colpo solo: si cambia il modo in cui Start le mostra. È una differenza piccola solo in apparenza, ma decisiva se vuoi un menu più pulito, più prevedibile e meno rumoroso nell’uso quotidiano.