In Blogger non esiste un export/import completo che sposti un sito da un account a un altro come se fosse un pacchetto unico. La strada corretta è trasferire la proprietà del blog a un altro utente Google, poi verificare dominio personalizzato, permessi, feed, commenti e integrazioni collegate. Se il sito è già pubblico, tratta l’operazione come un change controllato: prima osservi lo stato attuale, poi fai il passaggio, infine controlli che URL, indicizzazione e pubblicazione restino allineati.
Il punto chiave è questo: il contenuto resta nel blog, non nell’account. Quello che cambia è chi può amministrarlo. Se il blog usa un dominio custom, la parte più delicata non è il trasferimento in sé, ma la gestione dell’accesso al DNS e la verifica che il dominio continui a puntare ai record corretti.
Quando il trasferimento è davvero possibile
Il trasferimento funziona solo se il blog è già configurato con un account amministratore che possa invitare il nuovo proprietario. In pratica devi avere accesso all’account che oggi controlla il blog e devi poter aggiungere il nuovo account come autore o amministratore. Se hai perso l’accesso all’account attuale, non stai facendo un trasferimento: stai facendo recupero account, e il percorso cambia completamente.
Se il blog è condiviso con più persone, conviene prima ridurre il rischio operativo: identifica chi pubblica, chi tocca il tema, chi gestisce il dominio e chi ha accesso a eventuali strumenti esterni come Search Console o analytics. Il trasferimento di Blogger non sposta automaticamente questi asset esterni.
Checklist prima di toccare il blog
Prima di avviare il trasferimento, conviene raccogliere evidenze minime e salvare un punto di ritorno. Non è paranoia: è il modo giusto per evitare di scoprire dopo che un dominio custom, un redirect o un widget dipendeva da un dettaglio non documentato.
- Verifica l’URL corrente del blog e annota l’indirizzo blogspot.com e l’eventuale dominio personalizzato.
- Salva un backup del tema e, se serve, del contenuto esportato da Blogger.
- Annota i permessi attuali: chi è proprietario, chi è autore, chi è amministratore.
- Controlla se il blog usa un dominio esterno e se hai accesso al pannello DNS.
- Verifica eventuali integrazioni esterne: Search Console, analytics, feed, servizi newsletter, commenti di terze parti.
Per il backup del contenuto puoi usare l’esportazione nativa di Blogger. Dal pannello del blog cerca il percorso relativo all’esportazione, quindi conserva il file XML in un archivio sicuro. Questo non sostituisce il trasferimento, ma ti dà un riferimento se qualcosa si rompe o se devi confrontare widget, layout e impostazioni.
Se vuoi avere anche un controllo tecnico fuori dal pannello, puoi salvare una copia della pagina principale e dei riferimenti principali prima del cambio:
curl -I https://NOMEBLOG.blogspot.com/L’output atteso è un 2xx o un redirect coerente verso il dominio corretto. Se vedi errori DNS, timeout o redirect strani, non ha senso proseguire senza prima chiarire il layer di pubblicazione.
Trasferire il blog a un altro account Google
La procedura pratica ruota attorno agli utenti del blog. Devi aggiungere il nuovo account e poi promuoverlo a proprietario o amministratore, a seconda delle opzioni disponibili nel pannello. I nomi esatti delle voci possono cambiare leggermente nel tempo, ma il flusso resta quello.
- Accedi con l’account che oggi controlla il blog.
- Apri il pannello di Blogger e seleziona il blog da trasferire.
- Vai nella sezione utenti/permessi o impostazioni equivalenti del blog.
- Aggiungi l’indirizzo Google dell’account di destinazione come utente autorizzato.
- Verifica che il nuovo account abbia accettato l’invito.
- Promuovi il nuovo account al ruolo necessario per diventare proprietario o amministratore principale.
- Rientra con il nuovo account e controlla che il blog sia visibile e modificabile.
Se il pannello mostra una distinzione tra autore, amministratore e proprietario, non confondere i ruoli. L’autore può pubblicare contenuti, ma non sempre può cambiare impostazioni sensibili. L’amministratore può gestire più aspetti del blog, ma il passaggio di proprietà va verificato fino in fondo. Il risultato corretto non è “il nuovo account vede il blog”, ma “il nuovo account controlla il blog senza dipendere dal vecchio”.
Un dettaglio che spesso viene ignorato: dopo il passaggio, il vecchio account può restare collegato come utente secondario. Se non serve più, rimuovilo solo dopo aver verificato che il nuovo proprietario abbia pieno accesso e che non ci siano automazioni o flussi di pubblicazione legati al vecchio profilo.
Se il blog usa un dominio personalizzato
Qui si decide quasi tutto. Il trasferimento dell’account non modifica automaticamente il DNS, ma il dominio può continuare a puntare al blog solo se i record restano corretti e se il nuovo account riesce a gestire la configurazione del dominio in Blogger.
Prima del cambio verifica questi elementi:
- record CNAME richiesti da Blogger;
- eventuali record A verso gli IP di Blogger, se presenti nella tua configurazione;
- stato del redirect tra versione con e senza www;
- certificato HTTPS attivo e coerente col dominio;
- eventuali record DNS secondari usati da servizi esterni.
Se hai accesso al DNS, controlla che i record non siano stati toccati da regole automatiche o da un provider che riscrive le zone. Un controllo rapido dal terminale è utile per capire se il dominio risponde ancora come previsto:
dig +short www.tuodominio.it CNAMEe, se necessario, anche:
dig +short tuodominio.it AIl risultato atteso dipende da come hai configurato il blog, ma l’idea è semplice: i record devono puntare a ciò che Blogger si aspetta, senza conflitti con vecchie configurazioni. Se il dominio è stato gestito da un altro account Google o da un vecchio operatore, il rischio non è solo tecnico: è anche amministrativo, perché potresti non avere più il controllo della zona DNS.
Cosa non si sposta automaticamente
Il trasferimento del blog non porta con sé tutto il contesto dell’account sorgente. Alcuni elementi restano fuori e vanno verificati uno per uno.
- Google Search Console: il blog può avere proprietà separate o verifiche da rifare, soprattutto se cambi dominio.
- Analytics: gli ID di tracciamento vanno controllati nel tema o nelle impostazioni integrate.
- Account pubblicitari: eventuali ID AdSense o script personalizzati restano da verificare nel template.
- Commenti e moderazione: le impostazioni possono restare, ma gli utenti moderatori vanno confermati.
- Widget e gadget: alcuni collegamenti esterni possono dipendere da credenziali del vecchio account.
Se usi immagini ospitate in un servizio collegato al vecchio account, controlla che i link rimangano validi. In Blogger il contenuto HTML del post può restare integro, ma il vero problema è la dipendenza da risorse esterne che nessuno ha documentato.
Verifiche dopo il passaggio
Dopo aver completato il cambio, non limitarti a vedere il blog nella dashboard del nuovo account. Fai una verifica funzionale, come faresti su un sito in produzione dopo un deploy.
- Apri il blog in finestra anonima e verifica che carichi l’home page corretta.
- Controlla che il dominio personalizzato risolva e non presenti redirect anomali.
- Pubblica un post di test, poi rimuovilo se non vuoi lasciarlo online.
- Verifica che il pannello del nuovo account consenta editing, pubblicazione e modifica impostazioni.
- Controlla i log o le metriche dei servizi esterni, se presenti, per vedere se il traffico è rimasto stabile.
Un controllo utile è confrontare il comportamento HTTP prima e dopo. Se il blog era raggiungibile e ora restituisce errori, il problema non va cercato nel “trasferimento account” in astratto, ma nel layer effettivo: DNS, redirect, certificato, tema o permessi.
curl -I https://www.tuodominio.it/Se il comando restituisce un 301 verso la destinazione giusta e poi un 200, sei nel caso normale. Se invece vedi loop di redirect, 404 o certificato non valido, fermati e correggi prima di considerare chiuso il change.
Problemi tipici e come leggerli
Il caso più comune è l’accesso incompleto: il nuovo account vede il blog ma non può gestire tutto. In quel caso il problema è quasi sempre un ruolo non promosso fino in fondo o un invito non accettato correttamente.
Un secondo caso frequente riguarda il dominio custom: il blog è trasferito, ma il dominio non risolve più o il certificato HTTPS non si rinnova come previsto. Qui il controllo va fatto sul pannello DNS e sulle impostazioni di pubblicazione del blog, non sul contenuto.
Un terzo caso è più subdolo: il blog funziona, ma Search Console o analytics mostrano disallineamenti. Non è un guasto di Blogger, è un problema di ownership distribuita male. Il fix è documentare chi possiede cosa dopo il trasferimento e riallineare gli accessi esterni.
Approccio prudente se il blog è importante
Se il sito genera traffico o dipende dal dominio per lavoro, fai il trasferimento in una finestra di basso utilizzo. Non serve spegnere il blog, ma conviene evitare di accumulare altri cambi nello stesso momento. Meno variabili tocchi, più semplice è capire dove nasce un eventuale problema.
Prima del cambio prepara un rollback pratico: accesso al vecchio account ancora valido, export del contenuto salvato, screenshot delle impostazioni critiche e lista dei record DNS. Se qualcosa va storto, il rollback non è “annullo tutto”, ma il ritorno rapido alla configurazione precedente con il vecchio proprietario ancora operativo.
Per un blog piccolo il passaggio può essere quasi banale. Per un blog storico con dominio proprio, invece, è una mini-migrazione di identità: non stai spostando solo un editor, stai spostando il controllo amministrativo di un asset pubblicato e indicizzato. È per questo che la sequenza corretta è sempre: osserva, trasferisci, verifica, poi pulisci gli accessi residui.
Ordine operativo consigliato
- Esporta il contenuto e salva il tema.
- Annota utenti, proprietà e servizi collegati.
- Verifica il dominio custom e i record DNS.
- Aggiungi il nuovo account e conferma l’invito.
- Promuovi il nuovo account al ruolo corretto.
- Controlla pubblicazione, homepage, redirect e certificato.
- Rimuovi il vecchio account solo dopo verifica completa.
Se segui questo ordine, riduci il rischio di trovarti con un blog visibile ma non governabile, o con un dominio che funziona solo a metà. La differenza tra un trasferimento pulito e uno problematico sta quasi sempre nella parte di verifica, non nel clic finale che cambia il proprietario.
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