1 13/10/2026 9 min

Attivare la tastiera su schermo in Ubuntu

La tastiera su schermo di Ubuntu è utile quando la tastiera fisica non risponde, quando devi lavorare con un touch screen o quando vuoi inserire password e caratteri speciali senza dipendere da un dispositivo esterno. In ambiente GNOME, che è il desktop predefinito di Ubuntu, la funzione è integrata e si attiva senza installare pacchetti aggiuntivi nella maggior parte dei casi.

Il punto importante è distinguere tra tastiera su schermo di accessibilità e altre tastiere virtuali di terze parti. La prima è quella nativa del desktop e segue le impostazioni di accessibilità del sistema; la seconda può offrire layout diversi, ma non sempre si integra bene con login screen, Wayland o applicazioni GTK.

In pratica hai tre strade: usare il pannello grafico, usare la scorciatoia da tastiera, oppure abilitarla in modo permanente per utenti che ne hanno bisogno ogni giorno. La scelta dipende dal contesto: supporto a un utente, postazione touch, sessione remota o accesso occasionale.

Attivazione dal menu Impostazioni

Il metodo più pulito è passare dalle impostazioni di accessibilità. Su Ubuntu recente, apri Impostazioni e cerca la sezione Accessibilità. Lì trovi l’opzione per la tastiera su schermo, spesso etichettata come On-Screen Keyboard o Tastiera su schermo.

  1. Apri Impostazioni.
  2. Entra in Accessibilità.
  3. Abilita Tastiera su schermo.
  4. Verifica che compaia una tastiera virtuale quando un campo di testo riceve il focus.

Se l’interfaccia non mostra subito la tastiera, prova a cliccare in un campo di testo, per esempio nel browser o in un editor. Su GNOME la tastiera compare in modo contestuale: non sempre resta visibile finché non serve.

Questo comportamento è intenzionale: evita di occupare spazio sullo schermo quando non è necessaria. Su portatili piccoli o tablet convertibili la differenza è notevole, perché la tastiera fisica e quella virtuale non devono competere per l’area utile del display.

Scorciatoia rapida e attivazione temporanea

Se devi usare la tastiera su schermo solo per una sessione, la via più veloce è la scorciatoia di accessibilità. Nelle installazioni GNOME standard puoi aprire il pannello rapido e attivare la funzione senza entrare ogni volta nei menu completi.

Su alcune versioni di Ubuntu la scorciatoia è legata al menu di accessibilità nella barra superiore o nell’area di stato. Se non la vedi, non dare per scontato che la funzione manchi: spesso è solo disattivata nelle preferenze utente o nascosta dal tema della shell.

Per verificare rapidamente se il servizio desktop è attivo, puoi controllare la sessione grafica e la presenza di GNOME Shell:

echo $XDG_CURRENT_DESKTOP
gnome-shell --version

Se il primo comando restituisce GNOME o una variante compatibile, e il secondo mostra una versione valida, stai lavorando nell’ambiente in cui la tastiera su schermo nativa di Ubuntu è normalmente supportata.

Comportamento su login screen e sessione utente

Un dettaglio che genera confusione è la differenza tra schermata di login e sessione già aperta. La tastiera su schermo della sessione utente non è sempre identica a quella del display manager. Se hai bisogno di inserire credenziali prima dell’accesso, devi verificare il supporto sul login manager, non solo dentro il desktop.

Su Ubuntu con GDM, il supporto all’accessibilità nella schermata di login è generalmente disponibile, ma può dipendere dalla configurazione del sistema e dalla versione. In caso di dubbio, controlla il comportamento direttamente sul login: cerca l’icona di accessibilità o il menu dedicato sullo schermo di autenticazione.

Se la tastiera compare nel desktop ma non al login, non è necessariamente un guasto. Potrebbe essere una limitazione del display manager, una disabilitazione della funzione sul tema del login o una policy aziendale che riduce le opzioni visibili prima dell’autenticazione.

Uso pratico: mouse, touch e inserimento caratteri speciali

La tastiera su schermo non serve solo a digitare lettere. In molti casi è più comoda di una tastiera fisica per inserire simboli, accenti, caratteri Unicode o combinazioni che su layout diversi richiedono più passaggi. In ambiente IT capita spesso con password temporanee, token, nomi host con trattini o underscore, e stringhe copiate da documentazione tecnica.

Su touchscreen o in una sessione remota con puntatore lento, la tastiera virtuale riduce gli errori di input. Non è pensata per scrittura intensiva ad alta velocità, ma per interventi mirati: accesso al sistema, compilazione di un campo, modifica di una configurazione breve, autenticazione MFA o inserimento di un comando una tantum.

Un esempio concreto: se devi aprire un file di configurazione in un ambiente con mouse e tastiera guasti, puoi lanciare il terminale dal launcher, usare la tastiera su schermo per un comando semplice e poi lavorare sul file con un editor grafico. In questi casi la priorità è ripristinare l’operatività minima, non ottenere una digitazione perfetta.

Configurazione del layout e opzioni di accessibilità

La tastiera su schermo eredita in genere il layout della sessione. Se il layout di sistema è impostato male, la tastiera virtuale lo riflette. Prima di cercare problemi nella funzione in sé, conviene verificare la disposizione della tastiera attiva sul desktop.

Per controllare il layout corrente da terminale, puoi usare:

localectl status

Il comando mostra il layout della console e spesso anche quello X11/locale. Se il layout non coincide con quello atteso, la tastiera su schermo seguirà la stessa logica e potresti vedere caratteri sbagliati rispetto a ciò che digiti.

Per cambiare il layout in modo grafico su GNOME, vai in Impostazioni > Tastiera o Regione e lingua, a seconda della release. Se lavori spesso con caratteri italiani, verifica che il layout sia Italiano o quello effettivamente richiesto dal tuo flusso di lavoro.

Le opzioni di accessibilità possono includere anche feedback sonoro, tasti permanenti, tasti lenti e altre funzioni utili a chi usa la tastiera su schermo in modo continuativo. Non sempre servono, ma in alcune postazioni assistive fanno la differenza tra uso sporadico e uso produttivo.

Uso da terminale: cosa puoi fare e cosa no

La tastiera su schermo è una funzione del desktop, non un tool del terminale. Per questo motivo non “si avvia” con un comando universale valido in tutte le edizioni di Ubuntu. In un contesto standard GNOME, l’attivazione è legata al servizio grafico e alle impostazioni utente.

Se vuoi capire se la sessione grafica è in uno stato sano, puoi controllare i processi della shell e del display manager:

systemctl status gdm3 --no-pager
ps -ef | grep -E 'gnome-shell|gdm' | grep -v grep

Se GDM o GNOME Shell non sono attivi, la tastiera su schermo nativa non comparirà perché manca il contesto grafico che la ospita. In una sessione solo testuale via SSH, la soluzione non è cercare una tastiera virtuale del desktop, ma usare strumenti diversi oppure rientrare in una sessione grafica.

Per chi amministra macchine Ubuntu in remoto, questo punto è cruciale: la tastiera su schermo non sostituisce una procedura di accesso corretta. Se il problema è un server headless, devi intervenire su console virtuale, VNC, RDP o accesso SSH, non sulla funzione di accessibilità del desktop.

Se la tastiera su schermo non compare

Quando la funzione non appare, conviene procedere per strati: desktop, impostazioni utente, display manager, sessione grafica. Il primo sospetto non è quasi mai il kernel. Nella pratica i casi più frequenti sono tre: funzione disattivata, layout o tema che nasconde il pulsante, oppure sessione grafica non compatibile o parzialmente rotta.

  1. Controlla Impostazioni > Accessibilità e verifica che la tastiera su schermo sia attiva.
  2. Apri un campo di testo in un’applicazione GNOME e osserva se la tastiera compare al focus.
  3. Verifica la sessione con echo $XDG_CURRENT_DESKTOP e gnome-shell --version.
  4. Se il problema è solo nel login screen, controlla il display manager e la sua configurazione.

Se usi estensioni GNOME, temi personalizzati o una sessione ibrida con Wayland e componenti legacy, la tastiera virtuale può comportarsi in modo diverso dal previsto. In quel caso, la verifica più utile è riprovare con una sessione pulita, senza estensioni aggiuntive, per capire se il problema è nel desktop base o in una personalizzazione.

Un controllo rapido sui log utente può aiutare, soprattutto se GNOME Shell mostra errori all’avvio. I file di interesse sono in genere nel journal della sessione:

journalctl --user -b --no-pager | grep -iE 'gnome|accessibility|on-screen|keyboard'

Se emergono errori ripetuti sulla shell o sulla sessione utente, il problema non è la tastiera in sé ma il desktop che non carica correttamente i componenti di accessibilità.

Installazione di alternative quando serve più controllo

In alcuni ambienti conviene usare un’alternativa, per esempio quando l’utente ha bisogno di layout molto specifici o quando il desktop non espone bene la tastiera nativa. Su Ubuntu puoi trovare strumenti come onboard, anche se la sua utilità dipende dalla versione del sistema e dal tipo di sessione.

Prima di installare software aggiuntivo, valuta il costo operativo: più componenti significa più manutenzione, più possibilità di conflitto con Wayland e più differenze tra una macchina e l’altra. Se ti serve solo l’accessibilità base, la tastiera integrata di GNOME resta la scelta più lineare.

Se però vuoi verificare la disponibilità di un pacchetto alternativo, puoi cercare nel repository:

apt-cache search onboard

Il risultato dipende dalla release e dai repository abilitati. Se il pacchetto non è presente, non forzare installazioni manuali senza motivo: spesso la soluzione più stabile resta quella nativa del desktop.

Gestione in ambienti assistiti e postazioni condivise

In una postazione condivisa, laboratorio o front desk, la tastiera su schermo è utile ma va trattata come parte della configurazione utente, non come un workaround casuale. Se la funzione serve sempre, conviene documentare il percorso di attivazione e verificare che ogni account la possa abilitare senza privilegi amministrativi.

In contesti con policy più rigide, l’accessibilità può essere limitata da lockdown del desktop, profili d’utente o strumenti di gestione centralizzata. In quel caso il problema non è tecnico in senso stretto, ma di policy: l’operatore non deve cercare di aggirarla, deve capire dove è definita e chi la gestisce.

Se amministri più workstation Ubuntu, conviene standardizzare almeno questi punti: versione del desktop, layout lingua, presenza delle opzioni di accessibilità, e eventuali estensioni GNOME installate. La tastiera su schermo funziona bene quando l’ambiente è prevedibile; quando ogni macchina ha una combinazione diversa di temi, estensioni e sessioni grafiche, il supporto diventa più lento del necessario.

Verifica finale rapida

Se vuoi chiudere il controllo in meno di due minuti, usa questa sequenza: apri le impostazioni di accessibilità, abilita la tastiera su schermo, apri un editor o un browser, clicca in un campo testo e verifica che la tastiera compaia. Se non compare, controlla desktop, sessione e log utente prima di cambiare altro.

In sintesi operativa, la tastiera su schermo in Ubuntu è una funzione semplice solo in apparenza. Funziona davvero quando sai dove vive: dentro il desktop grafico, dentro le opzioni di accessibilità e dentro una sessione compatibile. Trattarla come un componente del sistema, e non come un gadget, evita diagnosi sbagliate e perdite di tempo.