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Prerequisiti reali prima di toccare PowerShell

Su Windows 11 l’installazione di Docker Desktop è abbastanza lineare, ma conviene partire dai prerequisiti invece di lanciare l’installer alla cieca. Il punto non è solo “far partire Docker”, ma farlo partire in modo coerente con WSL 2, virtualizzazione attiva e un profilo utente che non si rompa al primo riavvio.

Docker Desktop su Windows può lavorare con il backend WSL 2 oppure con il vecchio stack Hyper-V. Oggi, nella pratica, WSL 2 è la scelta più sensata per quasi tutti gli scenari di sviluppo locale: meno attrito, integrazione migliore con filesystem Linux e meno conflitti con le edizioni di Windows Home. Se il sistema non supporta virtualizzazione o la feature è disattivata nel BIOS/UEFI, l’installazione può anche completarsi, ma il servizio non funzionerà davvero.

Prima di installare verifica questi punti: Windows 10 22H2 o Windows 11 aggiornato, virtualizzazione hardware abilitata, spazio disco sufficiente, account con privilegi amministrativi e connettività verso i repository Microsoft e Docker. Se lavori in ambienti aziendali filtrati, il blocco più frequente non è il setup ma il download dei componenti o l’accesso al login iniziale.

Verifiche rapide con PowerShell

Apri PowerShell come amministratore e controlla subito lo stato di virtualizzazione e la presenza di WSL. Questi comandi non modificano nulla e ti dicono se vale la pena procedere o se serve prima un intervento sul sistema.

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