1 13/04/2026 8 min

Su Ubuntu 20.04 LTS il tema Ambiance e la variante chiara Radiance restano temi GTK storici, ma non sono sempre la scelta più immediata se si parte da un’installazione minimale o da un sistema in cui alcuni componenti desktop sono stati rimossi. Il punto pratico è questo: non devi “scaricare un tema” a mano se il pacchetto è già nei repository, e non conviene improvvisare con file copiati a caso sotto la home. La strada pulita passa dal pacchetto ufficiale, dalla verifica che il motore GTK sia presente e, se usi GNOME, da un controllo rapido con GNOME Tweaks o con le impostazioni del desktop.

Il comportamento atteso è semplice: dopo l’installazione, il tema deve comparire tra le opzioni di aspetto e deve applicarsi sia alle finestre sia agli elementi GTK delle applicazioni compatibili. Se invece il tema non compare, o compare ma non viene applicato, la causa di solito è una di queste: pacchetto non installato, sessione desktop diversa da quella prevista, oppure tema iconico/GTK3 parziale che non viene letto dal tool grafico. Per evitare giri lunghi, conviene procedere per strati: pacchetto, verifica file, selezione del tema, test visivo.

Installazione corretta del tema da repository

Su Ubuntu 20.04 il pacchetto che normalmente contiene Ambiance e Radiance è yaru-theme-gnome-shell per i componenti Yaru, ma per i temi classici di Ubuntu il riferimento utile è ubuntu-gnome-themes o il pacchetto equivalente presente nei repository della release. Prima di dare per scontato il nome esatto, verifica cosa offre il sistema: i repository cambiano, i meta-pacchetti pure, e il modo corretto di installare è quello che corrisponde alla tua build attuale.

Il controllo minimo è questo:

apt-cache search ambiance | head -n 20
apt-cache search radiance | head -n 20
apt-cache policy ubuntu-gnome-themes

Se il pacchetto è disponibile, installalo con apt e non con copie manuali. In genere la procedura è la seguente:

sudo apt update
sudo apt install ubuntu-gnome-themes gnome-tweaks

Se ubuntu-gnome-themes non esiste nel tuo mirror o nella tua variante, usa il nome che apt-cache search ti restituisce come corrispondente. La regola non cambia: pacchetto ufficiale, installazione tramite APT, niente archivi esterni se non hai un motivo concreto per uscire dal supporto di Ubuntu.

Dove finiscono i file del tema e come capire se sono presenti

Dopo l’installazione, i file del tema dovrebbero comparire in percorsi standard, in particolare sotto /usr/share/themes/. Per un controllo rapido, cerca le directory con i nomi del tema:

ls -1 /usr/share/themes | grep -E 'Ambiance|Radiance'
find /usr/share/themes -maxdepth 2 -type d | grep -E 'Ambiance|Radiance'

Se le directory non esistono, il problema non è il selettore grafico: il tema non è stato installato oppure il pacchetto non contiene quei file nella tua release. In quel caso conviene tornare a apt-cache policy e verificare che il repository universe sia abilitato, perché alcune componenti desktop non sono sempre nel set base. La verifica è banale:

grep -R ^deb /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.d/*.list

Se usi un sistema con repository ridotti, riattiva i componenti necessari con il tool grafico di Ubuntu oppure con add-apt-repository. Il punto è evitare di inseguire il tema quando il vero problema è la sorgente dei pacchetti.

Selezione del tema in GNOME: via GUI e via configurazione

Su Ubuntu 20.04 con GNOME, la via più pulita è usare GNOME Tweaks. Apri lo strumento, vai in Aspetto e imposta Applications su Ambiance o Radiance, a seconda del risultato che vuoi ottenere. Il vantaggio è evidente: vedi subito se il tema compare e se viene accettato dalla sessione corrente.

Se preferisci la riga di comando o devi automatizzare su più macchine, il backend di GNOME salva la scelta in dconf. Il comando tipico è questo:

gsettings set org.gnome.desktop.interface gtk-theme 'Ambiance'
gsettings get org.gnome.desktop.interface gtk-theme

Per Radiance basta sostituire il valore con 'Radiance'. Dopo il cambio, chiudi e riapri le applicazioni GTK interessate, perché molte leggono il tema solo all’avvio. Se vuoi verificare l’effetto in modo pratico, confronta una finestra di Files, Impostazioni o Firefox con un’app GTK diversa: se il tema è applicato correttamente, la coerenza visiva deve essere immediata.

Perché il tema può non vedersi anche se è installato

Il caso classico è questo: il pacchetto c’è, le directory ci sono, ma l’interfaccia resta uguale. Qui le cause più comuni sono tre. La prima è una sessione non GNOME, per esempio Xfce o Cinnamon, dove il percorso di selezione cambia. La seconda è che l’applicazione è basata su un toolkit diverso da GTK e quindi non eredita il tema. La terza è che il tema è stato impostato solo per la sessione corrente ma l’app è stata lasciata aperta prima del cambio.

Per falsificare queste ipotesi in pochi minuti, fai così:

  1. Controlla la sessione attiva con echo $XDG_CURRENT_DESKTOP e echo $DESKTOP_SESSION.
  2. Verifica che il tema sia davvero impostato con gsettings get org.gnome.desktop.interface gtk-theme.
  3. Chiudi completamente l’applicazione e riaprila, invece di limitarti a portarla in primo piano.

Se stai usando un ambiente non GNOME, il tema può comunque essere presente sotto /usr/share/themes/, ma il pannello di selezione cambia. In Xfce, per esempio, devi passare da Impostazioni > Aspetto; in KDE il tema GTK è un’integrazione distinta e non va confuso con il tema Plasma. Qui il controllo utile non è “si vede il colore giusto?”, ma “il toolkit sta leggendo il tema dal posto giusto?”.

Installazione manuale: quando ha senso e come farla senza sporcare il sistema

La copia manuale dei temi ha senso solo se devi usare una versione specifica non presente nei repository oppure se stai testando un tema personalizzato. In quel caso, la posizione corretta per un tema utente è ~/.themes/, mentre per un’installazione di sistema resta /usr/share/themes/. La scelta cambia il raggio d’azione: nella home agisci solo sul tuo utente, a livello di sistema impatti tutti gli account.

Per una prova reversibile, usa la cartella utente:

mkdir -p ~/.themes
cp -a /percorso/del/tema/Ambiance ~/.themes/
cp -a /percorso/del/tema/Radiance ~/.themes/

Dopo aver copiato, ripeti la verifica con gsettings o con GNOME Tweaks. Se il tema compare qui ma non compariva prima, il problema era il percorso o i permessi del tema originale. Se non compare ancora, il tema potrebbe essere incompleto: in tal caso cerca i file gtk-3.0, gtk-2.0 e gli asset grafici, perché un tema monco viene ignorato o applicato solo in parte.

Attenzione ai permessi: i file sotto ~/.themes devono essere leggibili dall’utente, e quelli di sistema devono restare sotto root con permessi standard. Se hai dubbi, controlla così:

namei -l ~/.themes/Ambiance
namei -l /usr/share/themes/Ambiance

GTK2, GTK3 e applicazioni miste: non aspettarti un risultato perfetto ovunque

Ambiance e Radiance nascono in un’epoca in cui la distinzione tra GTK2 e GTK3 era già importante, ma oggi molte applicazioni usano librerie diverse, temi propri o componenti integrati. Questo significa che il tema può apparire coerente in alcune finestre e meno in altre. Non è per forza un errore: è il risultato del mix tra toolkit, engine grafici e override delle singole applicazioni.

Se vuoi testare la resa reale, apri almeno tre applicazioni diverse: una nativa GNOME, una vecchia GTK classica e una app moderna che usa header bar. Se la differenza è marcata, il tema è installato ma la catena di rendering non è uniforme. Non inseguire subito una “correzione”: prima stabilisci se il problema è del tema o dell’applicazione stessa.

Verifica rapida e rollback pulito

La verifica finale non deve essere visiva e basta. Devi sapere se il sistema ha registrato la scelta corretta. I controlli minimi sono questi:

gsettings get org.gnome.desktop.interface gtk-theme
ls -1 /usr/share/themes | grep -E 'Ambiance|Radiance'

Se il tema non ti convince o rompe la leggibilità, il rollback è immediato: reimposta il tema precedente e rimuovi solo il pacchetto aggiunto se non serve più. Esempio:

gsettings set org.gnome.desktop.interface gtk-theme 'Yaru'
sudo apt remove ubuntu-gnome-themes

Prima di rimuovere un pacchetto, valuta l’impatto: se il tema è condiviso da altri utenti o da una postazione di supporto, la disinstallazione può cambiare l’aspetto di applicazioni che si aspettano quei file. Il blast radius, in questo caso, è basso se lavori nella home e più ampio se modifichi i temi di sistema. Assunzione: Ubuntu 20.04 con sessione GNOME, tema applicato a livello utente salvo diversa indicazione.

Quando vale la pena usare Ambiance o Radiance oggi

Ha senso usarli se devi mantenere coerenza con una macchina storica, se hai utenti abituati al layout classico o se stai preparando una postazione che deve assomigliare a un ambiente già noto. Non ha senso trattarli come una soluzione universale: su Ubuntu 20.04 il desktop predefinito e le app moderne hanno già un loro linguaggio visivo, e forzare un tema vecchio può peggiorare contrasto, leggibilità e integrazione.

La regola pratica è semplice: installa il tema da repository, verifica che il pacchetto sia presente, applicalo con il tool giusto per la sessione in uso, e considera la copia manuale solo come eccezione controllata. Così eviti installazioni sporche, riduci il rischio di file mancanti e hai sempre una via di ritorno chiara.