Installare pgfplots su Ubuntu 22.04 e 20.04: la via corretta
pgfplots non è un pacchetto “separato” da installare a mano come un programma qualunque: è un componente del mondo TeX/LaTeX e, su Ubuntu 22.04 e 20.04, la scelta giusta è quasi sempre passare dai repository di sistema. In pratica devi avere una distribuzione TeX completa o almeno i pacchetti che includono PGF, TikZ e pgfplots, poi verificare che la compilazione produca grafici senza errori di file mancanti.
Su queste due release Ubuntu il quadro è simile: 22.04 tende ad avere versioni più recenti dei pacchetti TeX rispetto a 20.04, ma il flusso operativo non cambia. La differenza vera, di solito, non è nel comando di installazione bensì nel livello di completezza dell’installazione TeX già presente sulla macchina.
Che cosa serve davvero
Per usare pgfplots in un documento LaTeX servono almeno questi blocchi:
- un motore LaTeX funzionante, ad esempio
pdflatex,xelatexolualatex; - i pacchetti PGF/TikZ, da cui dipende pgfplots;
- un compilatore e i font/utility base necessari alla build del documento.
Se il tuo obiettivo è compilare documenti con grafici senza inseguire dipendenze una per una, la strada più lineare è installare una selezione di pacchetti TeX “grossi” ma coerenti. Se invece stai costruendo un ambiente minimale su server o container, conviene partire dai pacchetti essenziali e aggiungere solo ciò che manca in fase di compilazione.
Installazione consigliata su Ubuntu 22.04 e 20.04
Il pacchetto che in genere risolve pgfplots è texlive-pictures, perché include PGF/TikZ e il materiale grafico correlato. In molti casi basta questo, ma se il documento usa molte estensioni o hai bisogno di una base più ampia, conviene aggiungere un set TeX più completo.
Su una macchina desktop o su una workstation da compilazione, il punto di partenza ragionevole è questo:
sudo apt update
sudo apt install texlive-latex-base texlive-latex-recommended texlive-pictures
Se lavori su documenti più complessi, oppure non vuoi perdere tempo a rincorrere pacchetti mancanti uno alla volta, puoi salire a un profilo più completo:
sudo apt update
sudo apt install texlive-full
La seconda opzione è più pesante in termini di spazio disco e tempi di installazione, ma riduce parecchio gli stop-and-go durante la compilazione. Su server piccoli o VM strette, però, può essere eccessiva.
Verifica immediata: il pacchetto c’è davvero?
Prima di toccare il documento, verifica che il sistema veda i file di pgfplots. Questo evita di scoprire il problema solo quando la compilazione fallisce a metà.
kpsewhich pgfplots.sty
Se il comando restituisce un percorso, ad esempio sotto /usr/share/texlive/, la parte di installazione è a posto. Se non stampa nulla, il pacchetto non è stato installato oppure il database di TeX non è aggiornato.
Un altro controllo utile è interrogare il pacchetto APT direttamente:
apt-cache policy texlive-pictures
Qui vuoi vedere che il pacchetto sia disponibile e, idealmente, installato. Se hai un ambiente con repository limitati o mirror interni, questo comando ti dice subito se il problema è di sourcing dei pacchetti e non di LaTeX.
Esempio minimo di documento con pgfplots
Per testare la catena end-to-end serve un file minimale, non un progetto enorme. Crea ad esempio test-pgfplots.tex con questo contenuto:
\documentclass{article}
\usepackage{pgfplots}
\pgfplotsset{compat=1.18}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
title={Test pgfplots},
xlabel={X},
ylabel={Y}
]
\addplot coordinates {(0,0) (1,1) (2,4) (3,9)};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}
Il parametro compat serve a fissare il comportamento del pacchetto a una versione nota, riducendo sorprese quando il sistema cambia. In ambienti condivisi o CI è una buona abitudine: ti evita differenze sottili tra macchine con TeX Live non perfettamente allineato.
Compila così:
pdflatex test-pgfplots.tex
Se tutto è corretto, ottieni un PDF senza errori di file mancanti e il grafico compare nel documento. Se la build si ferma, il messaggio di errore è il punto da leggere per primo: in ambiente TeX il primo errore utile è quasi sempre quello giusto, non l’ultimo a cascata.
Ubuntu 22.04: cosa aspettarsi in pratica
Su Ubuntu 22.04 la gestione è lineare perché i repository ufficiali includono una base TeX abbastanza moderna. In molti casi texlive-pictures basta per pgfplots senza ulteriori manovre. Se però il documento usa opzioni avanzate, librerie TikZ extra o pacchetti di nicchia, è facile che emerga un secondo livello di dipendenze.
La cosa da evitare è interpretare un errore di compilazione come se fosse sempre “pgfplots mancante”. Spesso il file c’è, ma manca un altro pacchetto collegato, ad esempio un’estensione grafica, un font o una libreria accessoria. Per questo conviene guardare sempre il nome esatto del file che LaTeX segnala come assente.
Ubuntu 20.04: stessi comandi, più attenzione alla base installata
Su Ubuntu 20.04 il comportamento è simile, ma capita più spesso di trovare installazioni minime o vecchie già presenti sulla macchina. In quel caso il problema non è Ubuntu in sé: è la base TeX incompleta. Se il sistema è stato preparato anni fa e poi aggiornato, potresti avere un mix di pacchetti che compila documenti semplici ma non regge pgfplots appena usi funzionalità meno banali.
Il controllo da fare è sempre lo stesso: verifica il file con kpsewhich, poi compila un documento minimale. Se il file esiste ma la compilazione fallisce, il problema è molto probabilmente un pacchetto collaterale o una configurazione TeX incoerente.
Quando apt non basta: installazione manuale con TeX Live
Se hai esigenze particolari, ad esempio una versione di pgfplots più nuova di quella disponibile nei repository Ubuntu, puoi passare a TeX Live distribuito upstream. Questa strada ha senso quando devi allinearti a un progetto che richiede una release precisa, oppure quando lavori su più host e vuoi una base identica indipendente dalla distribuzione.
In quel caso non mischiare a caso i pacchetti di sistema con installazioni manuali. La regola pratica è semplice: o usi la TeX Live di Ubuntu, o usi una TeX Live autonoma ben isolata nel PATH. Mischiare i due mondi è il modo più rapido per ritrovarsi con file duplicati, versioni incongruenti e debugging inutile.
Se installi TeX Live manualmente, tieni sotto controllo almeno questi punti:
- il PATH deve puntare alla distribuzione giusta;
kpsewhichdeve risolvere i file dalla stessa installazione che usi per compilare;- non devono esserci conflitti tra pacchetti Debian e quelli upstream per gli stessi file.
Problemi tipici e lettura degli errori
Il sintomo più comune è l’errore del tipo “File pgfplots.sty not found”. In quel caso il problema è banale: il pacchetto non è installato o non è visibile al motore TeX. Se invece l’errore cita un file diverso, non fissarti su pgfplots: il sistema ti sta dicendo che manca un pezzo più a valle della catena.
Un’altra situazione frequente è la compilazione che parte ma produce un PDF incompleto o con grafici assenti. Qui vale la pena guardare il log e cercare warning su coordinate fuori range, opzioni non riconosciute o librerie non caricate. pgfplots è abbastanza verboso da farti capire dove si è rotto il flusso, purché tu legga il log con metodo.
Per una ricerca rapida dell’errore nel log, usa ad esempio:
grep -nEi 'error|warning|not found|undefined' test-pgfplots.log
Questo non risolve nulla da solo, ma ti porta subito alla riga giusta invece di scorrere a mano centinaia di righe di output.
Buone pratiche operative su server e ambienti condivisi
Se stai preparando un server di build o una VM usata da più persone, conviene standardizzare il pacchetto installato e documentare la versione. pgfplots non è un servizio di rete, ma il suo comportamento cambia abbastanza da giustificare una piccola disciplina operativa: versione TeX, comando di compilazione, file di test e percorso di installazione devono essere noti.
In un contesto condiviso, è utile anche tenere un controllo minimo sul disco. TeX Live, soprattutto nella variante completa, non è leggero. Se la macchina è stretta, una verifica preventiva evita di scoprire a metà lavoro che /usr o la partizione dati è saturata.
Un check rapido può essere questo:
df -h
tex --version
pdflatex --version
Così hai un quadro minimo di spazio disponibile e versione del motore, che è spesso sufficiente per capire se il problema è di installazione o di ambiente.
Scelta pratica finale
Se vuoi una risposta secca: su Ubuntu 22.04 e 20.04 installa prima texlive-pictures, verifica con kpsewhich pgfplots.sty e compila un documento minimo. Se il tuo progetto resta fuori da quella base, aggiungi i pacchetti mancanti leggendo il log, non a intuito. Se lavori su un ambiente serio o condiviso, valuta una TeX Live più completa o una distribuzione autonoma, ma evita di mischiare installazioni diverse senza una ragione precisa.
In pratica, pgfplots non si “installa” solo per un documento: si mette in ordine l’intera catena LaTeX che lo supporta. Quando quella catena è pulita, il resto diventa un normale problema di contenuto del file, non di sistema.
Commenti (0)
Nessun commento ancora.
Segnala contenuto
Elimina commento
Eliminare definitivamente questo commento?
L'azione non si può annullare.