1 18/10/2026 10 min

Su Deepin Linux l’installazione di VMware Workstation Pro e Player 15 non è solo una questione di eseguire un installer .bundle: il punto delicato è la compatibilità con il kernel, con il toolchain locale e con il modulo host che VMware deve compilare al primo avvio. Se il sistema è aggiornato e i pacchetti di sviluppo non sono allineati, il risultato tipico è un setup che parte, ma si ferma quando prova a costruire i moduli vmmon e vmnet.

La strada più pulita è trattare l’operazione come un change controllato: prima si verifica la base, poi si installano i prerequisiti, quindi si applica l’installer VMware, infine si valida che i servizi kernel host siano realmente caricati. Su Deepin la logica è la stessa di una Debian-based classica, ma con una variabile in più: il desktop e alcune versioni del kernel distribuite dal progetto possono richiedere una patch di compatibilità per VMware 15, soprattutto se si usa un kernel più recente di quello per cui la release è stata testata originariamente.

Prerequisiti reali: kernel, headers e toolchain

Prima di toccare VMware, conviene fotografare lo stato del sistema. L’obiettivo è capire quale kernel è in esecuzione e se gli header corrispondenti sono disponibili. Senza questa corrispondenza, l’installer non ha materiale per compilare i moduli host.

Controlli minimi:

uname -r

Atteso: una versione kernel coerente con i pacchetti installabili nei repository della tua installazione Deepin. Se il comando restituisce, per esempio, 4.x, 5.x o una variante custom, il passaggio successivo è verificare che esista il pacchetto headers esatto per quella build.

Verifica anche la presenza degli strumenti di compilazione:

gcc --version
make --version
perl -v

Se uno di questi comandi fallisce, la compilazione dei moduli VMware non parte. Su sistemi Debian-based il set minimo utile è composto da build-essential, headers del kernel e una shell compatibile. In pratica, il pacchetto che manca più spesso è proprio l’header in versione allineata al kernel in uso.

Pacchetti da installare su Deepin prima di VMware

Su Deepin, lato CLI, il prerequisito più affidabile è installare i pacchetti di sviluppo standard e gli header del kernel. Il nome esatto degli header dipende dalla versione del kernel, quindi va verificato con il gestore pacchetti della distribuzione. Se il sistema deriva da Debian/Ubuntu, la logica è questa:

sudo apt update
sudo apt install -y build-essential perl dkms linux-headers-$(uname -r)

Se linux-headers-$(uname -r) non è risolvibile, non forzare l’installazione alla cieca. Prima cerca il pacchetto corretto:

apt-cache search linux-headers | grep "$(uname -r | cut -d- -f1)"

In alcune installazioni Deepin il kernel è accompagnato da un suffisso specifico e l’header non coincide con il nome generico. In quel caso il rischio non è solo un warning: l’installer di VMware può completarsi senza riuscire poi a inizializzare i moduli quando apri Workstation o Player.

Se la tua installazione usa Secure Boot e UEFI, considera anche il tema della firma dei moduli. VMware 15 su Linux non gestisce in modo trasparente tutti gli scenari di Secure Boot; se il modulo viene compilato ma non caricato, il problema può essere la mancata firma, non la compilazione in sé. In ambienti desktop personali spesso la soluzione pratica è disabilitare Secure Boot dal firmware, ma è una scelta di sicurezza da valutare con criterio, non una scorciatoia da applicare a caso.

Scelta tra Workstation Pro e Player 15

La differenza operativa è semplice: Player è più essenziale, Pro offre funzioni avanzate come snapshot multipli, network editor più completo, clone e configurazioni più ricche. Dal punto di vista dell’installazione, il pacchetto è molto simile. Cambia soprattutto il contesto d’uso e, in certi casi, la licenza richiesta.

Se ti serve solo eseguire macchine virtuali standard, Player è sufficiente. Se invece devi fare test ripetuti, rollback rapidi o ambienti di laboratorio con snapshot, Pro è la scelta sensata. In ogni caso, il problema tecnico principale resta identico: il supporto al kernel host.

Download del bundle ufficiale e verifica integrità

Scarica il file .bundle dal sito VMware o dal repository aziendale autorizzato. Non usare mirror casuali: il file è eseguibile e va trattato come software privilegiato. Se hai un checksum pubblicato, verifica l’integrità prima dell’installazione.

sha256sum VMware-Workstation-Full-15*.bundle

Confronta il valore con quello del vendor. Se non coincide, interrompi il flusso. Installare un bundle non verificato significa esporre il sistema a rischio inutile, soprattutto perché il pacchetto andrà a creare moduli kernel e componenti con privilegi elevati.

Installazione da terminale del bundle VMware 15

Rendi il bundle eseguibile e avvia l’installazione con privilegi amministrativi. La sintassi è questa:

chmod +x VMware-Workstation-Full-15*.bundle
sudo ./VMware-Workstation-Full-15*.bundle

Durante l’installazione ti verrà chiesto dove installare il prodotto e se vuoi aggiungere integrazioni come la verifica degli update. Per un ambiente desktop standard va bene accettare i default, purché il path di installazione sia quello previsto. Se stai lavorando su una macchina con più utenti, considera che l’integrazione di rete e i permessi delle VM possono avere impatto sulla sicurezza locale.

Su alcuni sistemi l’installer grafico si avvia, ma il modulo host non viene compilato correttamente. In quel caso il sintomo tipico è una finestra che termina senza errori evidenti, ma al lancio del programma compare l’avviso che i moduli vmmon e vmnet non sono disponibili. Qui non serve rifare tutto: bisogna leggere il log dell’installer.

sudo cat /tmp/vmware-root/vmware-*.log

Il path può variare, ma in genere i log temporanei si trovano sotto /tmp/vmware-root/. Cerca errori di compilazione, riferimenti a header mancanti o incompatibilità con il kernel in uso.

Patch di compatibilità per kernel recenti

Qui c’è il punto che spesso separa una installazione riuscita da una installazione inutilizzabile. VMware 15 è datato rispetto a kernel Linux moderni e in alcune combinazioni serve una patch sui sorgenti dei moduli host. Non è un dettaglio cosmetico: se il kernel cambia API interne, la compilazione fallisce o il modulo non si carica.

Il flusso classico prevede l’uso di una patch mantenuta dalla community per adattare vmmon e vmnet alla versione di kernel installata. La procedura varia nel tempo, quindi non è corretto incollare qui un blob fisso e fingere che resti valido per sempre. La regola pratica è questa: prima si identifica la versione del kernel, poi si recupera una patch coerente con quella famiglia di kernel, quindi si ricompilano i moduli.

Il controllo minimo da fare dopo una patch è verificare che i moduli esistano e siano caricabili:

lsmod | grep -E '^vmmon|^vmnet'
sudo modprobe vmmon
sudo modprobe vmnet

Se modprobe restituisce errore, il problema è ancora nel layer kernel. Se invece i moduli si caricano, il blocco principale è superato e Workstation/Player dovrebbero avviarsi senza il classico warning sui moduli mancanti.

Avvio dell’interfaccia e verifica funzionale

Una volta completata l’installazione, avvia VMware dal menu applicazioni o da terminale. Lanciare il binario da shell aiuta a vedere subito eventuali errori di librerie o permessi:

vmware

Se il programma parte, il test minimo non è solo aprire la GUI: crea una VM di prova, verifica che la rete bridged o NAT funzioni e che il disco virtuale venga letto e scritto senza errori. La verifica funzionale deve coprire almeno tre punti: boot della VM, rete operativa, input/output disco stabile.

Se la VM non vede la rete host, controlla lo stato dei servizi VMware installati sul sistema:

systemctl list-units | grep -i vmware

Su alcune installazioni i servizi sono gestiti in modo non uniforme e non sempre i nomi sono identici tra versioni. Se non trovi unità systemd, non è necessariamente un guasto: può essere una gestione legacy dei servizi VMware tramite script locali. In quel caso il punto da osservare è la presenza dei device e dei moduli, non solo l’elenco delle unità.

Problemi tipici su Deepin e come leggerli senza perdere tempo

Il primo errore tipico è il mismatch tra kernel e headers. Sintomo: l’installer segnala che non trova i file necessari per compilare. Verifica: uname -r e presenza del pacchetto headers corrispondente. Soluzione: installare l’header corretto o avviare il sistema con un kernel per cui gli header siano disponibili.

Il secondo errore è la compilazione che fallisce dopo un aggiornamento del kernel. Sintomo: VMware funzionava prima dell’update e dopo no. Verifica: log in /tmp/vmware-root/ e messaggi su incompatibilità di API. Soluzione: patch dei moduli o allineamento del kernel a una versione supportata dal pacchetto VMware 15.

Il terzo errore è il blocco dei moduli per Secure Boot. Sintomo: l’app parte, ma i moduli non risultano caricati e le VM non si avviano correttamente. Verifica: stato Secure Boot nel firmware e log del kernel con dmesg. Soluzione: firma dei moduli oppure disabilitazione di Secure Boot, se coerente con la policy del sistema.

dmesg | grep -iE 'vmmon|vmnet|secure|module'

Avvio automatico e integrazione con il desktop

Su Deepin può essere utile verificare che l’applicazione sia disponibile nel launcher e che i file desktop siano stati creati correttamente. Se l’installazione è andata a buon fine, dovresti trovare un launcher nel menu applicazioni e i binari in una directory standard di VMware, tipicamente sotto /usr/bin o /usr/lib/vmware a seconda del layout della versione installata.

Se l’icona non compare, non partire dalla reinstallazione. Controlla prima la presenza del pacchetto e dei file desktop, poi eventualmente aggiorna la cache del menu. È un problema di integrazione, non necessariamente di installazione.

Licenza, aggiornamenti e manutenzione

Workstation Pro richiede una licenza valida; Player ha vincoli diversi a seconda dell’uso. Questo aspetto non influenza la compilazione dei moduli, ma incide sulla possibilità di usare il prodotto senza avvisi o limitazioni. Tieni separati i problemi di attivazione da quelli tecnici: se i moduli non caricano, non è un problema di licenza.

Per la manutenzione, il punto critico è il ciclo di aggiornamento del kernel. Ogni update importante può rompere la compatibilità con VMware 15. La prassi corretta è testare il nuovo kernel prima di renderlo definitivo su una macchina che deve restare operativa con VMware, oppure mantenere una versione kernel nota come stabile con quel prodotto. Non è elegante, ma in ambienti desktop di laboratorio è spesso la soluzione meno rischiosa.

Checklist finale prima di considerare chiusa l’installazione

Prima di dire che la macchina è pronta, verifica questi elementi in ordine:

  1. Il comando uname -r mostra un kernel per cui hai gli headers installati.
  2. gcc, make e perl sono presenti e funzionanti.
  3. L’installer VMware 15 termina senza errori nei log di /tmp/vmware-root/.
  4. I moduli vmmon e vmnet risultano caricati con lsmod.
  5. Una VM di test si avvia, vede rete e storage, e non produce errori in console.

Se uno solo di questi punti fallisce, non conviene andare avanti per tentativi casuali. Il problema è quasi sempre localizzato: o manca un prerequisito, o il kernel non è compatibile, o il modulo non si carica per una policy di sicurezza locale. La diagnosi corretta si fa leggendo i log, non cliccando più volte su “Riprova”.

Nota operativa: le istruzioni qui sopra assumono un’installazione Deepin derivata da base Debian/Ubuntu con accesso amministrativo, kernel recente ma non totalmente fuori supporto, e un bundle VMware 15 ufficiale. Se il tuo sistema usa un kernel molto personalizzato o una variante di Deepin con repository non standard, il punto da chiudere è la disponibilità degli header esatti e la compatibilità dei moduli host prima di procedere oltre.