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La Technical Preview di ConfigMgr 2106 non si tratta come una release di produzione: va scaricata solo se hai un laboratorio controllato, un tenant di test o una macchina isolata dove verificare feature, upgrade e compatibilità prima di toccare un ambiente reale. Il punto pratico è semplice: il pacchetto “baseline” serve per installazioni nuove o per ricostruire un lab pulito, mentre gli update successivi servono a portare avanti un’installazione già presente. Se confondi i due flussi, perdi tempo e spesso finisci con un setup che non corrisponde al tuo obiettivo.

Se l’obiettivo è scaricare ConfigMgr Technical Preview 2106 come baseline, il percorso corretto passa dal portale Microsoft dedicato alle Evaluation/Technical Preview, non da mirror casuali e non da pacchetti recuperati da thread o repository non ufficiali. Questo non è un dettaglio burocratico: con ConfigMgr contano molto versione, canale e corrispondenza tra media e prerequisiti del laboratorio. Un file sbagliato ti porta a errori di installazione ambigui, spesso mascherati da problemi di SQL, prerequisiti mancanti o componenti non compatibili.

Baseline, update e Technical Preview: cosa stai davvero scaricando

Nel linguaggio di ConfigMgr, “baseline” indica il media iniziale con cui installi il sito. È il punto di partenza. Una “Technical Preview” è invece un ramo di test, aggiornato con frequenza diversa rispetto al canale stabile. La combinazione delle due cose significa che stai cercando il media iniziale della Technical Preview 2106, non un hotfix, non un cumulative update e non una console patch isolata.

Questa distinzione è utile anche per evitare un errore molto comune: pensare che una baseline sia sempre “l’ultima cosa disponibile”. In realtà, il baseline di una TP può rimanere disponibile per un certo periodo, ma il materiale pubblicato può spostarsi, essere sostituito o cambiare posizione nel portale. Per questo la verifica del titolo del download è più importante del numero della build letto di sfuggita in una pagina riepilogativa.

Dove si trova il download ufficiale

La via corretta è il Microsoft Evaluation Center o la pagina ufficiale Microsoft dedicata a Configuration Manager Technical Preview. Da lì si accede al media della release, quando ancora reso disponibile. In alcuni casi è richiesto l’accesso con account Microsoft e l’accettazione di termini specifici per l’uso di evaluation software.

Se il link non è più presente o la pagina è stata riorganizzata, non forzare il recupero con fonti terze. La cosa più sensata è verificare se Microsoft ha pubblicato una release più recente della TP oppure se la 2106 è stata ritirata dal catalogo pubblico. In quel caso la chiusura del gap è banale: cerchi la documentazione ufficiale della versione successiva o usi il media già conservato nel tuo archivio interno, purché tracciato e verificabile.

Un buon criterio operativo: prima di scaricare, annota sempre nome esatto del file, dimensione, data di pubblicazione e fonte. Per un lab serio, questi quattro elementi valgono più di una nota generica tipo “scaricato ieri”.

Verifiche prima del download: evita il classico lab rotto in partenza

Prima di prendere il media, controlla che il tuo ambiente di test abbia almeno i prerequisiti minimi per non bloccarti a metà installazione. Non serve sovradimensionare, ma neppure partire alla cieca. Per una baseline ConfigMgr, il punto critico non è solo il file ISO o il setup, ma la disponibilità di SQL, sistema operativo supportato, spazio disco e connettività interna.

Se il lab è su VM, verifica che i dischi abbiano margine reale: il setup iniziale e i componenti collegati consumano più di quanto sembri quando inizi a importare content library, log e componenti del sito. Se lavori con snapshot, ricorda che un rollback indiscriminato può lasciarti in uno stato incoerente a livello di SQL e servizi, quindi va usato solo con criterio e dopo aver capito dove si è fermata l’installazione.

Per una verifica rapida della rete e della risoluzione, usa un controllo semplice verso il portale e verso i nomi interni del lab. Se già qui hai problemi, non ha senso andare avanti con il download e poi accusare il setup.

ping -c 2 download.microsoft.com
nslookup download.microsoft.com
Test-NetConnection download.microsoft.com -Port 443

Se uno di questi test fallisce, la chiusura del gap è sul layer di rete o DNS, non su ConfigMgr. In un lab ben tenuto, il primo problema da escludere è quasi sempre la connettività verso il portale o il proxy aziendale che filtra in modo aggressivo i download grandi.

Scaricare il media senza perdere tempo

Una volta individuata la pagina ufficiale, l’operazione è lineare: selezioni la Technical Preview 2106, accetti i termini e scarichi il pacchetto indicato come baseline o installation media. Non serve inseguire varianti non documentate. Se la pagina propone più opzioni, leggi con attenzione: spesso una è il media completo, un’altra è una risorsa associata alla console o a componenti supplementari.

Il consiglio pratico è salvare il file in un percorso dedicato, con naming coerente e senza mischiarlo con ISO di altre release. Un archivio ordinato evita errori banali quando, settimane dopo, devi capire quale media hai davvero usato. Un esempio di struttura sensata è una cartella per anno e ramo di prodotto, con checksum e note accanto al file originale.

C:\Lab\ConfigMgr\TP2106\media\
C:\Lab\ConfigMgr\TP2106\checksum\
C:\Lab\ConfigMgr\TP2106\notes\

Se il portale offre un hash o un controllo integrità, confrontalo subito. Non aspettare di scoprire a metà installazione che il file è corrotto. Un controllo rapido ti risparmia ore di debug inutile.

Controllo integrità: il passo noioso che evita il disastro

Molti saltano il controllo dell’hash perché “il download è partito bene”. È una scorciatoia costosa. Se il pacchetto è stato interrotto, alterato da proxy, cache o storage instabile, l’errore può emergere solo in fase di estrazione o installazione. A quel punto il problema sembra del setup, ma la causa è precedente.

Se Microsoft pubblica un checksum, confrontalo con il file locale. Su Windows puoi usare lo strumento integrato e non hai bisogno di software esterno. L’importante è avere un riferimento ufficiale, non un valore trovato in un forum o in uno screenshot non verificabile.

Get-FileHash .\ConfigMgr_TP2106.iso -Algorithm SHA256

Se l’hash non coincide, non “prova e riprova” con lo stesso file. Eliminalo, riscaricalo da fonte ufficiale e verifica se c’è un proxy, un antivirus o un gateway che altera il trasferimento. In ambienti aziendali è più frequente di quanto si pensi, soprattutto quando il contenuto è grande e il controllo SSL è aggressivo.

Come preparare il lab per la baseline 2106

Per un test serio non basta fare doppio clic sul setup. La baseline deve appoggiarsi a un ambiente coerente: nome host stabile, DNS interno funzionante, account di servizio definiti, SQL pronto, spazio disco sufficiente e nessun conflitto con vecchie installazioni. Se il lab è usa-e-getta, almeno documenta cosa c’è dentro e cosa no.

Il punto più trascurato è la pulizia del contesto. Se hai già installato una versione precedente e poi l’hai rimossa male, puoi ritrovarti servizi, chiavi di registro o residui di database che rendono poco leggibile il comportamento della nuova installazione. In questi casi, la strada più rapida spesso non è riparare all’infinito, ma ricreare la VM da zero con una baseline pulita e ripetibile.

Se vuoi ridurre gli errori operativi, tieni separati tre blocchi: media, prerequisiti e configurazione. Il media si scarica una volta e si conserva; i prerequisiti si verificano prima; la configurazione si applica solo quando hai confermato che il file è integro e l’ambiente è pronto.

Errori tipici durante il download o il primo avvio

Il problema più banale è la pagina che non mostra più il link. In quel caso non c’è una “soluzione tecnica” da forzare: o il media è stato spostato, o non è più pubblicamente esposto, o serve un accesso diverso. La chiusura del gap è verificare la documentazione ufficiale della release successiva oppure recuperare il media da un repository interno già validato.

Un secondo caso frequente è il download che si interrompe senza errore chiaro. Qui il sospetto va a proxy, filtri TLS, timeout o policy di sicurezza che interrompono sessioni lunghe. La verifica minima è ripetere il download da una rete diversa o da una postazione senza proxy, confrontando l’hash finale.

Terzo caso: il media è corretto ma il setup fallisce subito dopo l’avvio. Qui il colpevole raramente è il file; molto più spesso è un prerequisito del lab. Controlla i log del setup, i prerequisiti SQL e lo stato dei servizi di base. Se il sito non parte, il primo posto da guardare è il log dell’installazione e non il browser.

Documentare il download come parte della baseline

Una baseline utile non è solo un file: è un riferimento ripetibile. Per questo conviene annotare nel tuo runbook almeno quattro dati: versione esatta, origine, hash, data di archiviazione. Quando il lab viene clonato o ricreato mesi dopo, queste informazioni fanno la differenza tra un ripristino pulito e un’indagine a memoria.

Se lavori in team, aggiungi anche chi ha validato il media e in quale contesto. Non è burocrazia: serve per capire se il pacchetto è stato scaricato per un test di compatibilità, per un upgrade di prova o per una pura verifica documentale. Senza contesto, il file resta un oggetto muto.

Un dettaglio utile: conserva sempre una copia del link ufficiale o della pagina di riferimento, non solo il file. Quando la release sparisce dal catalogo pubblico, avere il riferimento originario aiuta a ricostruire il percorso di download e a verificare se il materiale era effettivamente quello previsto.

Quando ha senso passare a una release più recente

Se il tuo obiettivo non è testare proprio la 2106 ma verificare un comportamento generico di Technical Preview, spesso conviene prendere la release più recente disponibile. Il motivo è pratico: hai più probabilità di trovare media ancora pubblicato, documentazione allineata e bug già corretti rispetto a una build più vecchia. La 2106 resta utile solo se devi replicare un problema specifico o confrontare comportamenti storici.

In altre parole, la baseline giusta non è sempre quella “vecchia che conosci”, ma quella che ti permette di chiudere il test con il minimo attrito e il massimo valore informativo. Se però stai preparando materiale di laboratorio legato a 2106, allora il media corretto va cercato e verificato con disciplina, senza adattamenti improvvisati.

La regola operativa resta la stessa: scarica solo da fonte ufficiale, verifica integrità, conserva i metadati del file e separa sempre il media dal resto del lab. È il modo più semplice per evitare che una prova di mezz’ora si trasformi in una perdita di mezza giornata.