Quando SCCM restituisce l’errore 80070002 nella creazione dei supporti, il punto non è quasi mai “SCCM rotto”: il problema è che il wizard non riesce a trovare uno o più elementi attesi nel contenuto da esportare. In pratica stai chiedendo al site server di impacchettare file, dipendenze o metadati che, in quel momento, non sono dove il sistema si aspetta di trovarli.
Il caso tipico è il supporto per OSD o per task sequence, ma la stessa logica vale anche per altri media in Configuration Manager: il contenuto è stato spostato, non è stato distribuito correttamente, il percorso locale del Distribution Point non è coerente, oppure la cache di package source contiene riferimenti vecchi. L’errore è generico, quindi va trattato per layer: prima si verifica il contenuto, poi il DP, poi il wizard di media creation.
Che cosa significa davvero 80070002 in questo contesto
80070002 corrisponde al classico “file non trovato”. In SCCM non indica necessariamente che manca un file sul client: più spesso il file manca sul server di origine, nel package source, nel content library del Distribution Point, oppure il percorso configurato nel media wizard punta a una destinazione non valida.
La parte scomoda è che il wizard di creazione supporti non sempre espone il nome del file mancante in modo chiaro. Per questo conviene ragionare per probabilità:
Se vuoi una lettura rapida: 80070002 = il media builder sta cercando qualcosa che non trova. Il lavoro vero è capire dove manca quel pezzo.
Prima verifica: il contenuto esiste davvero dove SCCM lo si aspetta
La prima cosa da controllare è il package, l’application o la task sequence coinvolta. Non partire dal media wizard: se il contenuto a monte è incoerente, il supporto fallirà di nuovo anche dopo un retry.
Se hai accesso al file system del site server o del server che ospita il source, verifica anche il percorso fisico. Un errore banale ma frequente è un source path spostato, rinominato o su share non più raggiungibile.
PowerShell esempio di controllo rapido lato source, da adattare al tuo oggetto:
Test-Path "D:\Sources\SCCM\Package01"
Get-ChildItem "D:\Sources\SCCM\Package01" | Select-Object NameSe il percorso non esiste, hai già la causa più probabile. Se esiste, il problema si sposta sulla distribuzione o su una dipendenza non risolta.
Controlla il Distribution Point e la content library
Quando il source è corretto ma il supporto fallisce comunque, il sospetto va sul DP. Il media wizard pesca i contenuti dal site database e dal content store; se il DP ha un contenuto corrotto, incompleto o non aggiornato, l’errore può essere identico a quello di un file mancante.
distmgr.log e, se necessario, smsdpprov.log sul site server.Il sintomo utile non è solo “failed”: cerca il nome del file o del componente che non viene copiato. Spesso il log riporta un path che non esiste più, oppure una dipendenza non presente nel package source.
Log utili sul site server:
- distmgr.log
- pkgxfermgr.log
- smsdpmon.log
- smsdpprov.logSe il DP è fuori allineamento, la correzione più pulita è ridistribuire il contenuto. Evita di “forzare” il media creation finché il content status non è pulito: stai solo ripetendo l’errore con meno visibilità.
Log da leggere per isolare il punto di rottura
Per questo errore non basta sapere che “ha fallito”. Serve localizzare il layer. I log più utili dipendono da dove si rompe il flusso.
distmgr.log: problemi di distribuzione contenuto, copia file, source path, package inconsistente.pkgxfermgr.log: trasferimento dei package verso i DP.smspxe.log e log correlati, se il media è per scenario PXE/boot legato a task sequence.CreateMedia.log o log del wizard equivalente: il punto esatto in cui la creazione del supporto fallisce.Se il wizard mostra solo 80070002 ma il log indica un file specifico, hai già il bersaglio. Se il log è vago, il problema può essere a monte nel content status o nel source path.
Un approccio pratico è confrontare il nome del package che fallisce con il suo source folder. Se nel source mancano file rispetto a quanto dichiarato nel package, SCCM non può inventarseli.
Cause frequenti che vedo davvero sul campo
Ci sono alcuni pattern che ricorrono spesso. Non sono teorie: sono i casi che, in genere, fanno perdere più tempo del dovuto perché il messaggio finale è sempre lo stesso.
Una nota pratica: quando il problema nasce dopo una modifica apparentemente innocua, come il rename di una cartella o il refresh di un package, la causa è quasi sempre un riferimento rimasto appeso da qualche parte. SCCM è molto bravo a conservare metadati vecchi, ma non li sistema da solo.
Come correggere in modo ordinato senza creare danni collaterali
La correzione migliore è quella che non altera altro oltre al contenuto rotto. Se tocchi package, source e DP insieme senza tracciare cosa hai cambiato, poi non sai più quale passo ha risolto o peggiorato il problema.
Se il contenuto è stato aggiornato di recente, conviene fare prima una ridistribuzione controllata su un solo DP e verificare il content status. È più veloce che rigenerare subito il media e poi inseguire un errore identico.
Controllo rapido lato server, prima di rilanciare il wizard:
- package source esistente
- content status = Success
- spazio libero sufficiente sul volume di destinazione del mediaSe il problema coinvolge una task sequence, apri la sequenza e controlla ogni riferimento a package, application, boot image o driver package. Basta un solo nodo rotto per bloccare la creazione del supporto.
Quando il problema non è il contenuto ma il percorso del media
In alcuni casi l’errore compare perché il wizard non riesce a creare il supporto nella destinazione scelta. Anche qui il codice è lo stesso, ma la radice è diversa: cartella non scrivibile, path troppo lungo, spazio insufficiente, share remota non raggiungibile.
Get-PSDrive -PSProvider FileSystem oppure df se il processo gira in ambiente Linux/virtualizzato dedicato a supporti e tooling.C:\Media\.Se il supporto viene scritto su share, prova temporaneamente una destinazione locale. È una mitigazione pulita: separa i problemi di scrittura da quelli di contenuto. Se in locale funziona, il colpevole è il path di destinazione o la rete, non SCCM in sé.
Metodo di diagnosi rapido in meno di cinque minuti
Se devi stringere il cerchio velocemente, usa questa sequenza. È lineare e riduce il rischio di cambiare troppe variabili insieme.
distmgr.log e cerca il nome del file o del package che fallisce.Questa sequenza ti dice se il problema è a monte, a valle o nel mezzo. Il vantaggio è che non richiede interventi invasivi: stai solo leggendo stato, log e filesystem.
Prevenzione: come evitare che l’errore torni fuori al prossimo refresh
Una volta risolto, conviene mettere un paio di regole operative. Non servono procedure lunghe: bastano controlli minimi prima di modificare un package o una task sequence.
La prevenzione vera, in SCCM, è disciplina sui riferimenti. Il sistema non ama i contenuti volatili: se il file cambia posto senza che il package venga riallineato, prima o poi il conto arriva sotto forma di 80070002.
Controlli finali prima di chiudere il ticket
Prima di considerare chiuso il caso, ripeti il test di creazione del supporto con gli stessi parametri che fallivano. Il risultato atteso è semplice: il wizard completa, il file media viene creato, e nei log non compaiono più riferimenti a file mancanti.
80070002 o di file not found.Se tutto è verde, annota quale componente era rotto: source, DP, destinazione media o dipendenza. È il dettaglio che evita di rifare la stessa caccia al tesoro alla prossima release.
Assunzione operativa: il supporto viene creato in un contesto SCCM standard su Windows, con accesso alla console amministrativa e ai log del site server; se il tuo flusso usa percorsi, ruoli o wizard personalizzati, prima mappa il nome del log e il punto esatto in cui viene generato il media.
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